Tranchida: “Sul Palazzetto non restiamo ostaggio di nessuno. Patti? Marsala voleva cambiare”
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Il Palazzetto dello Sport, il rapporto con Valerio Antonini, l’elezione di Andreana Patti a Marsala e la necessità di una strategia comune tra i Comuni della provincia. Sono alcuni dei temi affrontati dal sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, intervistato da TP24.
Sulla vicenda del Palazzetto, dopo l’ordinanza del CGA e le tensioni con il presidente di Sport Invest, Valerio Antonini, Tranchida non usa giri di parole commentando anche il gesto della "testata" virtuale di Antonini.
«L’ho notato anch’io e questo denota anche la qualificazione del soggetto ed è una delle tante sfaccettature del personaggio. Non ci lasciamo intimidire né da questo né da altre minacce di danni milionari, diffamazioni, eccetera».
Il sindaco fa riferimento anche alle denunce già presentate: «La Procura della Repubblica, per quanto ci riguarda e per quanto mi riguarda, ha già agli atti 13 denunce di diverso tipo».
Sull’ordinanza del CGA, Tranchida spiega che la questione dovrà essere affrontata nel merito dal Tar.
«Il CGA dice in buona sostanza al Tar: accelera, vai nel merito, approfondisci anche questi aspetti sul presunto obbligo di cambiare o meno ragione sociale. Il tema non è questo. Il tema è che una SSD gestiva un palazzetto dello sport con dei benefici, con delle agevolazioni: non paghi nulla di affitto e hai tot anni di tempo per recuperare l’investimento. Altra cosa è la gestione della squadra».
Il Comune, intanto, guarda alla futura gestione dell’impianto.
«Io ho il dovere da sindaco, alla città di Trapani, a maggior ragione per restituire anche dignità a una città mortificata per le vicende sportive, ahimè disastrose, che riguardano anche il calcio ma in modo particolare la pallacanestro, di capire se nel territorio ci può essere un’offerta per rilanciare anche il basket. È quello che intendo fare nel rispetto della legge e delle procedure».
I tempi, secondo Tranchida, potrebbero essere rapidi.
«Riteniamo che la cosa possa essere celere, anche perché la finestra di giugno-luglio per le iscrizioni ai campionati è ormai prossima. È ovvio che lo faremo anche con prudenza».
E ribadisce: «Il Comune rimane proprietario. A me interessa rilanciare l’attività sportiva. Non abbiamo intenzione di rimanere ostaggio di qualcuno, chiunque esso sia».
Sulle condizioni del Palazzetto, Tranchida smentisce le voci di una struttura devastata.
«A me risultano cose diverse e mi fido di più dei tecnici coordinati dall’ingegnere del mio Comune che dalle boutade che il tizio di turno spara a destra e a manca».
Il sindaco ammette che possano esserci piccoli problemi ordinari, ma esclude scenari peggiori.
«A volte ci può essere un rubinetto che si guasta, anche un galleggiante, però sono cose che possono capitare. Non mi risulta devastazione. Quando abbiamo avuto preoccupazione di qualcuno che entrava e usciva e si portava la roba via, abbiamo fissato turni di controllo, vigilanza e videosorveglianza. Quella è roba nostra».
Altro tema: Marsala e l’elezione di Andreana Patti, ex assessora della giunta Tranchida a Trapani. Il sindaco respinge le letture che definiscono Patti una sorta di “clone” politico.
«Questa è anche una mancanza di stile e di rispetto nei confronti di una donna. È indubbio che la Patti ha fatto bene a Trapani per sei anni, ci ha fatto beccare un sacco di finanziamenti e di progettualità».
Per Tranchida, la nuova sindaca di Marsala ha competenze tecniche e amministrative utili alla città.
«Abbiano intanto la bontà di riconoscere oggi alla neoeletta sindaca capacità professionali che in un sindaco non è facile trovare dietro l’angolo. Sulla correttezza e serietà della persona non si discute».
Poi la lettura politica del voto.
«Si rendano conto che la città di Marsala voleva un cambiamento profondo. Qualcuno ha sbagliato, più di qualcuno».
Tranchida allarga il discorso alla dimensione provinciale. Da sindaco del capoluogo, dice, bisogna ragionare oltre i confini comunali.
«Mi preoccupo di ragionare assieme a tutti gli altri Comuni della provincia di Trapani, perché essendo città capoluogo, vuoi per coordinare i progetti della FUA, vuoi per progettualità di sviluppo, vuoi per il MAB e la candidatura Unesco, vuoi anche per ragionare in termini di infrastrutture strategiche sulla provincia di Trapani, siamo un territorio, un’area vasta che ha bisogno di sinergia e condivisione di intenti».
Tra i temi indicati ci sono acqua, rifiuti, porto, interporto e ferrovia.
«Penso a temi drammatici, quello dell’acqua, l’idrico, a quello dei rifiuti, ci sarà un appalto unico comprensoriale provinciale. Penso anche alla valorizzazione del porto di Trapani al servizio della Sicilia occidentale, abbiamo candidato l’interporto anche a beneficio degli operatori del Marsalese, che contano un vissuto economico imprenditoriale molto importante. Penso anche a tentare di dare una spallata a questo sistema ferroviario».
Il senso, per Tranchida, è fare rete.
«I cittadini di Marsala, come quelli di Trapani e degli altri Comuni, vogliono risposte. Hanno premiato una donna, una professionista, madre di famiglia, coraggiosa, che sarà capace di dimostrare di avere una marcia in più».
Infine, il sindaco liquida come “fanta politica” le voci su un suo possibile futuro ruolo da assessore a Marsala.
«Sarebbe bello, ma siamo alla fanta politica. I marsalesi hanno una donna capace, onesta, caparbia. Le stiano vicino, perché i problemi sono tanti e non sono convinto che, con tutto il rispetto, abbia la bacchetta magica. Però ha una grande determinazione e una grande capacità. Per quanto riguarda la città di Trapani, nei limiti del possibile, il supporto, così come per gli altri Comuni, è mio dovere da sindaco della città capoluogo».
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