Locandine, concerti e decibel: a Trapani la stretta sulla movida
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Meno clienti in centro, lavori della BRT che continuano a pesare sull'accessibilità e adesso anche il rischio di multe per chi non rispetta le regole sulla musica. L'estate della movida trapanese si apre con un nuovo fronte di scontro tra esercenti e Comune.
Da una parte bar, gelaterie e locali che cercano di attirare clienti in un centro storico che continua a fare i conti con difficoltà di accesso e calo degli incassi. Dall'altra Palazzo Cavarretta che annuncia controlli più severi su concerti, musica all'aperto e manifestazioni organizzate senza autorizzazioni.
Il messaggio arriva da Orazio Amenta, dirigente dei Lavori Pubblici del Comune di Trapani, mentre il Piano di Classificazione Acustica Comunale si avvia verso l'approvazione definitiva. «Non bisogna aspettare il Piano Acustico per mettersi in regola. La normativa nazionale esiste già e va rispettata», afferma il dirigente.
Una presa di posizione che arriva in un momento delicato per molte attività commerciali del centro. Negli ultimi mesi diversi esercenti hanno lamentato una diminuzione degli afflussi, attribuita anche ai disagi legati ai cantieri della BRT e alle modifiche della viabilità. Per cercare di attirare persone, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, non sono pochi i locali che utilizzano musica diffusa, dj set e iniziative di intrattenimento. Una strategia commerciale che adesso rischia di finire sotto la lente dei controlli.
Le segnalazioni che arrivano al Suap e alla Polizia Municipale non provengono soltanto dai residenti infastiditi dal rumore. A presentare esposti sono anche altri operatori economici. Una situazione che sta alimentando tensioni tra gli stessi esercenti, con locali che segnalano altri locali chiedendo verifiche e controlli uguali per tutti.
Nel mirino finiscono eventi musicali e serate organizzate in diverse zone della città, dal centro storico al litorale. Alcune segnalazioni riguarderebbero iniziative svolte nelle aree vicine al porto e sul lungomare, dove la musica viene utilizzata come richiamo per attirare clienti e gruppi di giovani. In molti casi, sostengono gli operatori, il confine tra semplice intrattenimento e pubblico spettacolo sarebbe tutt'altro che chiaro.
Ed è proprio su questo punto che interviene Amenta. «Bisogna capire se l'evento è riconducibile al pubblico spettacolo». Il dirigente spiega che la presenza di locandine, manifesti, campagne social o la pubblicizzazione di un artista può già fare scattare obblighi specifici.
«Laddove c'è una locandina con un artista che si esibisce, o una pubblicizzazione dell'artista che si esibisce, quello è un pubblico spettacolo», sottolinea.
Poi arriva il passaggio più duro: «Chi organizza senza un'autorizzazione verrà sanzionato».
L'avvertimento riguarda anche il rispetto dei limiti acustici. Non basta avere un impianto audio o una certificazione generica.
Gli apparecchi utilizzati devono essere sottoposti a verifiche fonometriche specifiche e rispettare i limiti di decibel previsti dalla normativa.
Il tema è particolarmente sensibile perché, al momento, gli spazi autorizzati per eventi musicali di maggiore impatto sono limitati. Sul lungomare Dante Alighieri, ad esempio, le autorizzazioni risultano circoscritte a poche realtà. Una situazione che alimenta il malcontento di chi chiede maggiori opportunità per lavorare durante la stagione estiva e di chi, al contrario, reclama più controlli contro il rumore.
Nel frattempo il Piano Acustico prosegue il proprio iter. Dopo il confronto con cittadini e ordini professionali, il Comune incontrerà anche gli operatori commerciali. Poi il documento passerà in Giunta e successivamente in Consiglio comunale.
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