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09/06/2026 06:00:00

Musica a palla fuori dal centro, locali in affanno: la movida cambia indirizzo

Musica a tutto volume, uno sportello aperto, un'auto danneggiata e una fuga nella notte. Il caso del quadriciclo denunciato dall'Autoscuola Graziano arriva mentre Trapani discute di decibel, controlli e piano acustico. Ma dietro quell'episodio c'è una domanda che agita esercenti e residenti: la stretta sulla movida sta davvero riducendo il rumore o sta semplicemente spostando giovani e consumatori fuori dal centro storico?

 

Da settimane il cuore della città è al centro di una battaglia fatta di esposti, controlli, parcheggi introvabili e polemiche sul nuovo Piano di classificazione acustica. Nel frattempo, però, la vita notturna non sembra essersi fermata. Si è spostata.

 

L'episodio che ha riacceso il dibattito è quello segnalato dall'Autoscuola Graziano. Le immagini della videosorveglianza mostrerebbero un quadriciclo che avrebbe urtato un'auto in sosta per poi allontanarsi. Secondo alcune testimonianze raccolte nella zona, il mezzo circolava con la musica ad alto volume. Un fatto che molti leggono come il simbolo di una movida che non frequenta più soltanto il centro storico ma che cerca altri spazi dove trascorrere le serate estive.

 

 

Meno gente in centro

 

A raccontare il clima che si respira tra gli operatori è Dario Bosco, titolare di un locale del centro storico. «C'è un calo delle presenze», afferma senza giri di parole. Per Bosco il problema non riguarda soltanto la musica o i controlli. Sul tavolo ci sono soprattutto i lavori della BRT, la difficoltà di raggiungere il centro e il costo dei parcheggi.

 

Chi lavora nel centro storico, spiega, può arrivare a spendere anche 10-12 euro al giorno per lasciare l'auto nelle strisce blu. Una spesa che pesa anche sui clienti, molti dei quali preferiscono dirigersi verso altre zone della città.

Nel frattempo aumentano i controlli. Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia Municipale stanno effettuando verifiche su occupazione del suolo pubblico, impianti audio, autorizzazioni e documentazione tecnica.

«Hanno fatto controlli a tappeto», racconta Bosco.

 

Tra gli operatori del settore circolano anche lamentele per quella che viene percepita come una differenza di trattamento tra alcune attività e altre. Sullo sfondo ci sono rapporti sempre più tesi con parte del vicinato, esposti, segnalazioni, video e richieste di accesso agli atti.

 

I ragazzi non stanno a casa

 

Per gli esercenti, però, il punto centrale resta un altro. «Bloccare la musica non significa fermare la movida», sostiene Bosco. Secondo diversi operatori, i giovani continuano a uscire ma scelgono luoghi diversi. Ronciglio, piazzale Ilio, Lazzaretto, lidi e discoteche vengono indicati come nuovi punti di ritrovo. Non necessariamente locali organizzati, ma spesso gruppi che si incontrano con casse portatili, stereo delle auto e musica diffusa all'aperto.

 

Tra le segnalazioni ricorrenti ci sono anche quelle relative ad ambulanti e camioncini che seguirebbero i flussi serali dei ragazzi. Alcuni cittadini chiedono verifiche sulle autorizzazioni e sulla vendita di bevande, mentre altri puntano il dito contro i distributori automatici di alcolici. Secondo alcuni operatori servirebbero controlli più severi sui minori che riuscirebbero ad acquistare bevande utilizzando tessere sanitarie di fratelli maggiorenni o conoscenti.

 

La protesta delle nuove generazioni

 

La stretta sulla movida ha acceso anche la protesta di diversi giovani trapanesi. Tra le frasi che hanno fatto più discutere c'è quella del rapper Nino Campo: «Chiamatelo dormitorio per anziani, non centro storico».

Sulla stessa linea Vincent Giacomarro: «Trapani non è una città industriale e senza i turisti muore. Senza i giovani le speranze muoiono e la città pure».

 

E ancora Antonino Colomba, allenatore di basket e figura molto seguita dai ragazzi: «I locali che propongono qualcosa vengono puniti».

Parole che raccontano una parte della città convinta che eventi, musica e intrattenimento rappresentino non soltanto svago ma anche economia, turismo e opportunità.

 

Intanto il Comune va avanti con il piano acustico e con la linea annunciata dal dirigente Orazio Amenta. I controlli continueranno e le regole dovranno essere rispettate.

Ma mentre il centro storico discute di decibel, una parte della movida sembra avere già scelto la propria strada. E con essa anche una parte dei consumi, dei clienti e delle serate estive che fino a poco tempo fa animavano il cuore della città.