In Sicilia l'acqua gestita dai privati costa di più
La nuova indagine di Federconsumatori Sicilia sulle tariffe del Servizio Idrico Integrato nei comuni capoluogo dell'isola, basata su dati aggiornati a fine 2025, mette in luce un dato incontrovertibile: dove la gestione è puramente privata, il cittadino paga di più per l'acqua e la fognatura.
Circa metà dell'isola paga l'acqua ad un prezzo in linea con la media nazionale, mentre l'altra metà paga di più o molto di più. I costi sono stati calcolati per una famiglia tipo di tre persone, con due ipotesi di consumo: 150 metri cubi l'anno (media nazionale 415,01 euro) e 182 metri cubi l'anno (media nazionale 527,53 euro).
La classifica dei capoluoghi siciliani dal più caro al più economico, se prendiamo in considerazione il consumo più alto, vede Enna in testa:
ENNA - € 764,50
SIRACUSA - € 738,08
CALTANISSETTA - € 729,28
AGRIGENTO - € 630,44
PALERMO - € 544,14
RAGUSA - € 513,48
TRAPANI - € 441,94
MESSINA - € 364,51
CATANIA - € 360,19
Se oltre la metà dei siciliani paga l'acqua così tanto è dovuto ad un mix di due fattori. Il primo è che, in Sicilia, l'acqua si paga due volte: la prima, all'ingrosso, a Siciliacque (Società mista partecipata al 75% da privati e al 25 % dalla Regione Siciliana), la seconda, al dettaglio, al gestore locale del servizio. Il prezzo all'ingrosso, inoltre, è altissimo. Come se non bastasse, in Sicilia ben più della metà dell'acqua comprata all'ingrosso si perde nelle reti di distribuzione e questa perdita viene scaricata in bolletta e fatta pagare al consumatore finale.
I dati disponibili sulle perdite delle reti, poi, sono parziali e non omogenei a causa delle diverse forme di gestione del servizio nei vari territori:
Catania (Gestore Acoset) - 75,4%
Catania (Gestore Sogip) - 68,1%
Catania (Gestore Sidra) - 60,5%
Siracusa (ATO) - 68,20%
Ragusa (ATO) - 58,8%
Palermo (ATO) - 54,80%
Messina (Gestore Amam) - 54,4%
Agrigento (ATO - dato 2022) - 51,2%
Enna (ATO) - 46,80%
Caltanissetta (ATO) - 38,6%
Trapani (Capoluogo - stima) - 20%
Per riparare le reti servirebbero grossi investimenti, che sono però ostacolati dalle scelte della Regione: con il commissariamento di alcune Assemblee Territoriali Idriche (ATI) provinciali (Catania, Messina e Siracusa), finalizzato alla privatizzazione del servizio idrico, i Comuni sono stati esautorati e gli affidamenti ai gestori unici sono stati ritardati e, con essi, anche l'inizio dei lavori. Tutto ciò ha causato anche una pioggia di ricorsi alla giustizia amministrativa e l'esclusione di molti investimenti dal PNRR nazionale.
"Il risultato di tutto questo - commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa - è un prezzo molto alto per un servizio di qualità molto bassa. Questa estate non ci dovrebbero essere grossi problemi di erogazione dell'acqua a livello regionale, grazie alle piogge che hanno riempito gli invasi, ma ce ne sono già di grossissimi nella città di Siracusa, dove la privata Siam Spa non è riuscita a riparare in modo celere i guasti alla rete locale. Siam, tra l'altro, sta per lasciare la gestione alla società mista a maggioranza pubblica Aretusacque Spa, quindi la città di Siracusa affronterà molto probabilmente un'estate a rischio disservizi".
Federconsumatori Sicilia ribadisce che la presenza di Siciliacque come ente di "sovrambito" è una stortura dal punto di vista economico e giuridico, che il Servizio Idrico Integrato vada gestito a livello di ATO, tramite Aziende Speciali Consortili formate dai comuni e 100% pubbliche.
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