Dati preoccupanti emergono dall’ultimo report INAIL Sicilia, che conferma un incremento degli infortuni sul lavoro nella provincia di Trapani e un peggioramento del quadro legato alla sicurezza nei luoghi di lavoro.
A commentare i numeri è la UIL di Trapani, attraverso il segretario generale Tommaso Macaddino, che parla di una “vera emergenza sociale” e chiede interventi urgenti e strutturali.
I numeri degli infortuni: 649 denunce in quattro mesi
Secondo i dati aggiornati al 30 aprile 2026: 165 denunce di infortunio nel solo mese di aprile 2026 (erano 143 nell’aprile 2025); 649 denunce complessive tra gennaio e aprile 2026 (616 nello stesso periodo del 2025). Un trend in crescita che si inserisce nel quadro regionale siciliano, anch’esso in aumento, con le denunce totali passate da 8.473 a 9.383 nel primo quadrimestre dell’anno.
Il dato più grave: 4 vittime nel 2026
Particolarmente allarmante il dato relativo agli infortuni mortali: 0 vittime nel primo quadrimestre 2025; 3 vittime nel primo quadrimestre 2026. A queste, secondo quanto riportato dalla UIL, si aggiungerebbe anche un ulteriore caso recente legato a un incidente mortale, quello del meccanico trapanese, Salvatore Consolatevi, che porta il bilancio complessivo a 4 vittime.
UIL: “Non sono numeri, ma vite spezzate”
Macaddino sottolinea come i dati non rappresentino semplici statistiche, ma “vite spezzate e famiglie distrutte”, denunciando una condizione che definisce una “strage silenziosa”. Il sindacato evidenzia inoltre come il fenomeno si inserisca in una tendenza regionale negativa, con la Sicilia che passa da 22 a 29 morti sul lavoro nello stesso periodo.
Le province più colpite
Nel confronto regionale, Trapani si colloca tra i territori in cui si registra un peggioramento significativo, insieme a:
- Palermo (da 5 a 10 morti)
- Catania (da 3 a 6 morti)
UIL: “Serve un piano straordinario per la sicurezza”
La UIL richiama infine la necessità di un cambio di passo strutturale, rilanciando la campagna “Zero Morti sul Lavoro” e chiedendo che la sicurezza venga considerata un investimento prioritario e non un costo.
L’obiettivo indicato è rafforzare la formazione e promuovere una cultura della sicurezza radicata nei luoghi di lavoro, per contrastare un fenomeno che – secondo il sindacato – continua a mostrare segnali di peggioramento.