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13/06/2026 20:13:00

L'era dei commissari nella sanità siciliana

In Sicilia la sanità sembra vivere una stagione particolare: quella dei commissari. Quando un'inchiesta giudiziaria travolge un manager, quando uno scandalo esplode o quando una nomina si inceppa, la soluzione più immediata diventa quasi sempre la stessa: un commissario straordinario, un facente funzione, una gestione temporanea in attesa che la politica trovi una sistemazione definitiva.

L'ultima dimostrazione arriva dall'inchiesta "Corte dei Miracoli" della Procura di Caltanissetta, che sta facendo tremare i vertici del Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del personale sanitario. Una vicenda che ha già prodotto il primo effetto concreto: l'uscita di scena del direttore Roberto Sanfilippo e la nomina del dirigente regionale Gianluigi Amico come commissario straordinario.

Ma il Cefpas non è l'unico tassello di questo mosaico.

 

Il caso Agrigento

 

Le conseguenze dell'inchiesta nissena hanno coinvolto anche l'Asp di Agrigento. Il direttore generale Giuseppe Capodieci ha rassegnato le dimissioni dopo le contestazioni che emergono dagli atti dell'indagine, nelle quali avrebbe assecondato le richieste del deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto.

La Regione ha già avviato la procedura per la risoluzione del contratto. Nel frattempo, le funzioni di direttore generale sono affidate al direttore sanitario Raffaele Elia. Successivamente sarà nominato un commissario straordinario, scelto dall'albo nazionale dei manager della sanità.

E proprio da qui potrebbe arrivare una novità. A Palermo si ragiona infatti sull'ipotesi di affidare incarichi delicati a figure esterne ai tradizionali circuiti politico-amministrativi locali. Una sorta di "papa straniero" della sanità, lontano dalle reti di relazioni territoriali finite spesso sotto osservazione.

 

Il precedente di Trapani

 

Il governo Schifani aveva già dovuto affrontare una situazione analoga nel 2025, quando il caso dei referti istologici in ritardo all'Asp di Trapani provocò una durissima ondata di polemiche.

La vicenda esplose dopo la denuncia della professoressa Maria Cristina Gallo e portò all'uscita di scena del direttore generale Ferdinando Croce. Al suo posto arrivò il commissario straordinario Sabrina Pulvirenti, scelta che consentì alla Regione di riprendere il controllo della situazione in una fase particolarmente delicata.

 

Siracusa e Messina

 

Anche l'Asp di Siracusa è finita nel vortice delle inchieste. Alessandro Caltagirone ha scelto l'autosospensione dopo essere stato coinvolto in uno dei filoni investigativi che hanno interessato l'ex governatore Totò Cuffaro. Al suo posto è stato nominato il commissario Gioacchino Iraci.

A Messina, invece, l'indagine che ha coinvolto Salvatore Iacolino ha determinato un vuoto al vertice del Policlinico universitario. Iacolino si è dimesso poco prima che la Regione formalizzasse una sospensione.

In questo caso il percorso di sostituzione è più complesso, perché per le aziende ospedaliere universitarie la scelta passa attraverso una terna proposta dal rettore dell'ateneo. Fino alla nomina definitiva, la gestione è affidata alla direttrice amministrativa Elvira Amata.

 

Non solo inchieste

 

Le gestioni provvisorie non nascono soltanto dalle vicende giudiziarie. Anche le dinamiche politiche e amministrative possono produrre lunghi periodi di transizione.

L'esempio più evidente è quello dell'Asp di Palermo. Dopo la nomina di Daniela Faraoni nella giunta regionale, l'azienda sanitaria è rimasta per mesi senza un direttore generale titolare. A reggere l'ente è stato il direttore sanitario Antonio Levita, senza la necessità di un commissariamento formale ma comunque in una situazione di prolungata provvisorietà.

 

Una sanità sempre più commissariata

 

Il quadro che emerge è quello di una sanità regionale costretta continuamente a rincorrere le emergenze. Inchieste, dimissioni, sospensioni e vuoti di potere finiscono per trasformare i commissari straordinari da eccezione a regola.

E mentre il governo regionale continua a sostituire manager e a cercare nuovi equilibri, resta aperta la domanda più importante: se gli enti che dovrebbero garantire stabilità e programmazione vengono affidati sempre più spesso a gestioni temporanee, chi sta davvero guidando la sanità siciliana?



Sanità | 2026-06-13 20:13:00
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L'era dei commissari nella sanità siciliana

In Sicilia la sanità sembra vivere una stagione particolare: quella dei commissari. Quando un'inchiesta giudiziaria travolge un manager, quando uno scandalo esplode o quando una nomina si inceppa, la soluzione più immediata diventa...