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16/06/2026 16:33:00

SOS disabilità in Sicilia: “La politica faccia rete, le famiglie non possono più aspettare”

Un appello forte, che parte da Palermo ma guarda all’intera Sicilia. È quello lanciato da Gabriele Montera, presidente e rappresentante legale di Unalottaxlavita ETS, che chiede alle istituzioni regionali, ai Comuni e al Terzo Settore di costruire una rete concreta a sostegno delle persone con disabilità, dei non autosufficienti e delle loro famiglie.

«La Sicilia non può più aspettare. Istituzioni, Comuni e Terzo Settore facciano rete», è il messaggio che accompagna una mobilitazione nata dall'esperienza personale dello stesso Montera, persona con disabilità in carrozzina, caregiver e padre di una bambina affetta da gravi pluripatologie che la costringono a una condizione di estrema fragilità e dipendenza assistenziale.

 

“Parlo da padre e da persona disabile”

L'iniziativa prende forma da una realtà vissuta quotidianamente e da una difficoltà condivisa da migliaia di famiglie siciliane.

«Quando parlo di disabilità parlo della mia famiglia, ma anche delle migliaia di famiglie siciliane che ogni giorno affrontano paura, stanchezza e ostacoli. Parlo delle notti senza dormire. Parlo dei genitori che non possono permettersi di arrendersi. Parlo di chi chiede semplicemente di non essere lasciato solo», afferma Montera.

Secondo l'associazione, troppe famiglie continuano a scontrarsi con burocrazia, lunghe attese, carenza di coordinamento tra servizi e difficoltà nell'accesso ai diritti garantiti dai Livelli Essenziali di Assistenza.

 

La richiesta: una legge regionale sulla presa in carico globale

Per questo motivo Unalottaxlavita ETS chiede al neo assessore regionale alla Salute di farsi promotore di una legge regionale dedicata alla presa in carico delle persone con disabilità grave, gravissima e non autosufficienti, da approvare prima della conclusione dell'attuale legislatura.

L'appello è rivolto anche al presidente della Regione Siciliana, ai gruppi politici presenti all'Assemblea Regionale Siciliana, ai sindaci e alle amministrazioni comunali, con l'obiettivo di costruire un percorso condiviso che superi appartenenze e divisioni.

«Alla politica chiediamo un sussulto di dignità, responsabilità e coraggio. La disabilità non appartiene a una parte politica ma riguarda l'intera comunità», sottolinea Montera.

 

I punti della proposta

L'associazione individua una serie di obiettivi che dovrebbero trovare spazio nella futura normativa regionale: presa in carico globale della persona con disabilità;

  • assistenza domiciliare adeguata e continuativa; progetto individuale di vita; integrazione tra Regione, Asp, Comuni e servizi sociali; una figura unica di riferimento per le famiglie; sostegno ai caregiver; promozione della vita indipendente; teleassistenza e innovazione tecnologica; tempi certi per cure, servizi e ausili; garanzia degli stessi diritti in tutto il territorio siciliano.

 

Al via la raccolta firme

Dal 12 giugno 2026 è stata avviata una raccolta firme online e sul territorio per sostenere la proposta di legge regionale. «Ogni firma è una voce. Ogni firma è una famiglia. Ogni firma è una richiesta alle istituzioni di agire», spiega Montera. La petizione è disponibile sulla piattaforma: Petizione per una legge regionale sulla disabilità in Sicilia

 

Un appello ai Comuni e al Terzo Settore

L'iniziativa non si limita alla richiesta di una legge. L'associazione propone la creazione di una vera e propria rete territoriale della solidarietà, coinvolgendo i Comuni della Città Metropolitana di Palermo, gli assessori alle Politiche sociali, le associazioni e il mondo del volontariato.

«Non lasciatemi solo. Uniamoci. Facciamo rete. Mettiamo insieme competenze, esperienze e cuore», è l'appello rivolto da Montera alle realtà del Terzo Settore.

Secondo il presidente di Unalottaxlavita ETS, le associazioni sono chiamate a svolgere un ruolo centrale nella costruzione di una comunità più inclusiva, ispirata ai principi di solidarietà, uguaglianza e tutela della dignità della persona.

“Non chiediamo privilegi, ma dignità”

Il messaggio conclusivo è rivolto alle istituzioni e alla società civile siciliana.

«Non chiediamo privilegi. Chiediamo dignità. Chiediamo una Sicilia dove nessuna famiglia debba sentirsi abbandonata davanti alla disabilità».

Da Palermo parte così una mobilitazione che punta a coinvolgere l'intera Isola: ai Comuni viene chiesta vicinanza, alla Regione una riforma strutturale, ai partiti unità d'intenti, al Terzo Settore una rete condivisa e ai cittadini un sostegno concreto attraverso la raccolta firme.

Perché, come ribadisce l'associazione, la disabilità non ha colore politico e le famiglie siciliane non possono più aspettare.