C'è una Trapani che soffre nei corridoi degli ospedali, ma c'è anche una Trapani che cura, che conforta e che lascia il segno nel cuore di chi attraversa il momento difficile della malattia. Lo dimostra la toccante lettera scritta da un cittadino, Vito, dimesso il 10 giugno 2026 dopo un delicato intervento chirurgico, che ha voluto affidare a un messaggio pubblico tutta la propria riconoscenza per il trattamento ricevuto all'ospedale Sant’Antonio Abate.
La missiva è indirizzata direttamente al dottor Paolo Buffa e a tutta l'équipe del reparto di Chirurgia del nosocomio trapanese. Parole cariche di emozione, messe nero su bianco nel giorno del ritorno a casa, che squarciano il velo della cronaca quotidiana per accendere i riflessi su uno straordinario esempio di efficienza e, soprattutto, di empatia.
Vito ha voluto ringraziare in modo speciale i medici che lo hanno operato, sottolineando come la loro grandissima professionalità e competenza siano andate di pari passo con una profonda umanità. In quei momenti sospesi che precedono e seguono la sala operatoria, la differenza la fa anche la capacità di comunicare. Nella lettera viene infatti evidenziata la chiarezza dei sanitari nello spiegare ogni fase delle cure, un approccio trasparente che è riuscito a trasmettere sicurezza e serenità in un frangente particolarmente buio e complesso della vita.
Il riconoscimento del cittadino non si ferma però solo ai camici bianchi, ma si estende a tutta la piramide assistenziale che popola il reparto. Un pensiero affettuoso e colmo di stima è stato dedicato al personale infermieristico, ai giovani studenti che frequentano la corsia e agli operatori socio-sanitari (OSS). Sono proprio la premura, la pazienza e la dedizione quotidiana di queste figure ad aver reso più leggera e tollerabile la degenza all'interno della struttura ospedaliera.
In un'epoca in cui la sanità pubblica è spesso al centro di polemiche e disservizi, questa testimonianza ricorda che dietro le sigle dei reparti e le difficoltà logistiche ci sono professionisti che scelgono ogni giorno di fare la propria
parte con diligenza e amore per il prossimo. "Mi sono sentito curato e accudito nel migliore dei modi", conclude Vito, promettendo che il ricordo di quelle attenzioni ricevute al Sant’Antonio Abate rimarrà indelebile.