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18/06/2026 06:00:00

L'Ars contro la violenza sulle donne. "Negare il femminicidio è un insulto alle vittime"

Un minuto di silenzio nell'Aula dell'Assemblea Regionale Siciliana per richiamare l'attenzione sul fenomeno della violenza di genere e contestare le recenti dichiarazioni dell'eurodeputato Roberto Vannacci sul femminicidio. L'iniziativa è stata promossa dalla deputata regionale di Noi Moderati, Marianna Caronia, nel corso della seduta parlamentare di martedì.

 

Secondo Caronia, negare l'esistenza del femminicidio significa «insultare la memoria delle centinaia di donne strappate alla vita ogni anno e accecare le istituzioni davanti a un dramma sociale». Un riferimento diretto alle affermazioni di Vannacci che, nei giorni scorsi, hanno riacceso il dibattito politico e culturale sul tema della violenza contro le donne.

 

Nel suo intervento in Aula, la parlamentare ha richiamato i dati ufficiali del Ministero dell'Interno, sostenendo che «non lasciano alcuno spazio a interpretazioni personali o a provocazioni da palcoscenico».

 

Caronia ha ricordato come il numero delle donne uccise in Italia continui a mantenersi attorno alle cento vittime ogni anno. Nel dettaglio, gli omicidi volontari di donne con movente di genere o riconducibili alla violenza domestica sono stati 118 nel 2024 e 97 nel 2025.

Numeri che, secondo l'esponente di Noi Moderati, dimostrano l'esistenza di una specifica emergenza sociale: «Parlare di semplice omicidio significa ignorare volontariamente la radice profonda del problema», sottolineando come il femminicidio rappresenti una categoria legata a dinamiche di controllo, sopraffazione e discriminazione che richiedono strumenti di prevenzione e contrasto dedicati.

 

Caronia ha infine lanciato un appello alle istituzioni affinché venga mantenuta alta l'attenzione sul fenomeno: «A partire dal Parlamento siciliano abbiamo il dovere di mantenere altissima la guardia. Non si possono permettere passi indietro culturali che normalizzino la violenza di genere. È necessaria una ferma condanna verso posizioni pericolose per la tenuta dei diritti e della sicurezza delle donne nel nostro Paese».

Marianna Caronia è esponente di spicco di Noi Moderati in Sicilia. Proprio nei giorni scorsi il deputato nazionale Saverio Romano aveva fatto una riflessione sulle donne impegnate in politica: è il loro tempo.

 

Romano: «I maschietti, in Sicilia, facciano un passo di lato»

Parole chiare e senza retorica quelle affidate da Romano ai social: «Il centrodestra siciliano ha dentro di sé una classe dirigente femminile preparata, già protagonista di battaglie vinte. Quello che è mancato fino ad oggi non è il valore, ma l’occasione. L’ultima prova è recente. A febbraio l’Assemblea regionale ha approvato l’obbligo del quaranta per cento di donne nelle giunte comunali. Non è arrivata per concessione, ma perché un fronte di deputate, oltre gli schieramenti, ha tenuto il punto e ha portato l’Aula al voto. Tra loro, nel nostro campo, Marianna Caronia, insieme a Giusy Savarino, Bernadette Grasso, Luisa Lantieri, Margherita La Rocca Ruvolo, Nuccia Albano e Serafina Marchetta. Hanno trasformato una questione di civiltà in legge della Regione. Questo si chiama saper governare».

Per Romano si tratta di donne che sanno costruire maggioranze trasversali su temi difficili: «Perché continuiamo a tenerle un passo indietro quando si tratta di guidare un partito, una città o la Regione?».

 

Cita l’esempio di Giorgia Meloni: «È oggi la dimostrazione più limpida che una donna può arrivare al vertice e reggerlo, in Italia e in Europa, senza chiedere il permesso a nessuno. Non è stata una corsia preferenziale a portarla a Palazzo Chigi, ma la dedizione di anni e una competenza misurata sui risultati. La Sicilia ha tante donne di valore impegnate in politica da offrire alle prossime sfide».

Romano aggiunge: «Ai nomi già citati ne aggiungo altri che hanno già dimostrato, nei ruoli loro assegnati, la capacità necessaria a guidare processi politici e amministrativi: Matilde Siracusano e Carolina Varchi, ma anche chi ancora non ha svolto ruoli istituzionali, come Laura Abbadessa. È il volto di una politica che si rinnova partendo dai territori e dai giovani. E con loro penso a tante amministratrici locali, sindache e consigliere che ogni giorno tengono in piedi i Comuni, spesso senza titoli e senza riflettori. Il talento c’è. Va riconosciuto e va promosso.

 

Ma voglio essere franco anche con loro. Il cambiamento non si regala e non si rivendica soltanto: si conquista. Dipende anche dalla loro capacità di lavorare con maggiore dedizione, oltre che con serietà e competenza. Dipende dalla disponibilità a metterci la faccia nei passaggi scomodi, non solo in quelli comodi. E dipende soprattutto dal coraggio: il coraggio di candidarsi davvero, di accettare la sfida della guida, di non aspettare che qualcuno conceda ciò che si può ottenere con il merito».

L’impegno di Noi Moderati, assicura, ci sarà: «Sulle prossime scelte, dalle amministrative agli equilibri regionali, chiederemo che il merito femminile non resti una bella frase da convegno ma diventi nomi, deleghe e responsabilità di vertice. Agli uomini del centrodestra dico di non avere paura. Fare spazio non significa perdere, significa rendere più forte la nostra coalizione. E alle donne dico una cosa sola: siate pronte e siate coraggiose. La Sicilia vi aspetta, e questa volta non per applaudirvi, ma per affidarvi le chiavi».