Si aprirà ufficialmente il prossimo 26 giugno il percorso verso la beatificazione di Manuel Foderà, il bambino di Calatafimi Segesta morto nel 2010 a soli nove anni e ricordato da migliaia di fedeli come il "piccolo guerriero della luce".
Alle ore 18, nella Cattedrale di Trapani, si terrà infatti la prima sessione pubblica della fase diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione. La cerimonia sarà presieduta dal vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli, e segnerà l'avvio formale dell'inchiesta ecclesiastica che dovrà raccogliere testimonianze, documenti e prove sulla vita e sulla fama di santità del giovane.
La data assume un significato particolare anche per la diocesi: subito dopo, alle 19, verrà celebrata una concelebrazione eucaristica per il 49° anniversario di ordinazione sacerdotale dello stesso vescovo Fragnelli.
Il tribunale che guiderà l'inchiesta
Durante la sessione inaugurale presteranno giuramento il vescovo, gli officiali del tribunale e il postulatore della causa, Francesco Catozzella, docente presso la Pontificia Università Lateranense e avvocato della Rota Romana.
Per l'istruttoria diocesana sono stati nominati don Emanuel Mancuso come delegato vescovile, don Luca Milazzo come promotore di giustizia e don Giovan Battista Lipari come notaio.
Resterà inoltre al lavoro la Commissione Storica diocesana, presieduta da don Liborio Palmeri e composta da Stefania La Via e don Giuseppe Grignano, incaricata di raccogliere e analizzare il materiale documentale e gli scritti riguardanti Manuel.
Chi era Manuel Foderà
Nato a Salemi il 21 giugno 2001 e cresciuto a Calatafimi Segesta, Manuel morì il 20 luglio 2010 dopo una lunga battaglia contro un neuroblastoma al quarto stadio, una grave forma tumorale diagnosticata quando aveva appena quattro anni. Nonostante la malattia e le cure invasive, il bambino affrontò la sofferenza con una fede che colpì profondamente quanti lo conobbero.
Nelle testimonianze raccolte negli anni, Manuel si definiva un "guerriero della luce", convinto che la propria sofferenza potesse diventare una missione spirituale. La sua storia si diffuse rapidamente ben oltre i confini della provincia di Trapani, dando vita a gruppi di preghiera, e ad una persistente "fama di santità", elemento indispensabile secondo il diritto canonico, che ha portato la diocesi ad avviare il procedimento ufficiale.
Già nel 2025 il vescovo Fragnelli aveva firmato l'editto che annunciava l'intenzione di aprire la causa, dopo il via libera della Conferenza Episcopale Siciliana e della Santa Sede.
Come funziona il percorso verso la canonizzazione
L'apertura della fase diocesana attribuisce formalmente a Manuel Foderà il titolo di "Servo di Dio". Da questo momento il tribunale ecclesiastico raccoglierà deposizioni, documenti, scritti e testimonianze per verificare se il bambino abbia vissuto in modo eroico le virtù cristiane.
Terminata questa fase, gli atti saranno trasmessi al Dicastero delle Cause dei Santi in Vaticano.
Se il giudizio sarà positivo, il Papa potrà riconoscere l'eroicità delle virtù dichiarandolo "Venerabile".
Per la beatificazione sarà poi necessario il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione, mentre un secondo miracolo sarà richiesto per l'eventuale canonizzazione.
Per la Chiesa trapanese si tratta di un momento particolarmente significativo. Raramente, infatti, una causa riguarda un bambino così giovane. L'avvio ufficiale dell'inchiesta rappresenta il riconoscimento di una vicenda che, a sedici anni dalla morte di Manuel, continua a suscitare devozione e interesse in tutta la Sicilia occidentale.