Trapani ospita un confronto sull’eolico offshore e sul ruolo che la Sicilia può avere nella transizione energetica. L’appuntamento è venerdì 19 giugno, dalle 17 alle 20, a Torre Ligny, con il convegno “Lo sviluppo dell’eolico offshore per fermare i cambiamenti climatici”.
L’iniziativa rientra nella quinta edizione di “Sicilia Carbon Free”, la campagna di Legambiente Sicilia dedicata alla promozione delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Il focus è legato al Pilastro 4 dell’Agenda 2026.
Il tema non è soltanto ambientale. Il Mediterraneo è una delle aree più esposte agli effetti della crisi climatica: aumento delle temperature del mare, eventi meteo estremi, erosione costiera, cambiamenti negli ecosistemi marini e diffusione di specie aliene. Fenomeni che toccano direttamente pesca, turismo, biodiversità ed economia delle comunità costiere.
In questo quadro, la Sicilia si trova in una posizione centrale. Secondo Legambiente, il Canale di Sicilia è tra le aree con maggiore potenziale per lo sviluppo dell’eolico offshore galleggiante, grazie alla qualità della risorsa eolica e alla posizione strategica nel Mediterraneo.
Il confronto di Trapani servirà a discutere le opportunità e i nodi ancora aperti: nuove filiere industriali, occupazione qualificata, ruolo dei porti siciliani, investimenti, ricerca e competenze nei settori marittimo, industriale e logistico.
Al convegno interverranno Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia, Anita Astuto, responsabile Energia e clima di Legambiente Sicilia, Gaetano Armao, presidente del CTS della Regione Siciliana, Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club, Fulvio Mamone Capria, presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, Giuseppe Pagoto, sindaco di Favignana, Filippo Parrino, vicepresidente nazionale di Lega Coop Agroalimentare, Riccardo Toto, direttore generale di Renexia, Michele Schiavone, ceo di Divento, e Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.
La scelta di Torre Ligny non è casuale. Il confronto si tiene in uno dei luoghi simbolo del rapporto tra Trapani e il mare, proprio mentre il tema dell’energia prodotta al largo entra sempre più nel dibattito pubblico.
La questione, per la Sicilia, è capire se l’eolico offshore possa diventare non solo una risposta alla crisi climatica, ma anche un’occasione concreta di sviluppo per i territori costieri. Una partita che riguarda energia, lavoro, porti, imprese e tutela del paesaggio marino.