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19/06/2026 09:30:00

Trapani, nasce il Comitato degli esercenti del centro storico contro BRT e Piano Acustico

Oltre cento aziende aderenti, circa mille lavoratori rappresentati e una piattaforma di richieste indirizzata all'amministrazione comunale. 

Nasce ufficialmente il Comitato Operatori e Commercianti del Centro Storico di Trapani, che annuncia lo stato di agitazione e minaccia ulteriori forme di protesta se non arriveranno risposte concrete alle criticità che, secondo gli esercenti, stanno mettendo in ginocchio il cuore economico della città.

Il documento, diffuso dopo una serie di incontri tra commercianti e operatori del centro storico, descrive una situazione definita "insostenibile". 

 

Nel manifesto finiscono i lavori del sistema BRT, la riduzione dei parcheggi, gli ingorghi lungo via Ammiraglio Staiti, la gestione della viabilità, la carenza idrica, il decoro urbano e il nuovo Piano di Classificazione Acustica attualmente in fase di consultazione pubblica.

Secondo il Comitato, il centro storico starebbe pagando il prezzo più alto delle trasformazioni in corso. Gli esercenti denunciano la perdita di centinaia di posti auto, la presenza di cantieri che limitano l'accessibilità alle attività commerciali e una comunicazione istituzionale giudicata insufficiente. 

"I potenziali avventori rinunciano a raggiungere il centro, scoraggiati da una viabilità percepita come ostile", si legge nel manifesto.

Tra i temi che hanno contribuito a compattare il fronte degli operatori c'è anche il Piano Acustico del Comune di Trapani, uno degli argomenti più discussi delle ultime settimane. 

Il Comitato ha fatto proprie le osservazioni presentate dall'avvocato Francesco Brillante - che lo rappresenta legalmente - per conto di numerosi operatori economici, nelle quali si contesta l'impostazione della bozza del piano e si chiede una revisione delle norme che riguardano movida, musica di sottofondo ed eventi.

 

Nelle osservazioni depositate al Comune viene sostenuta la necessità di distinguere tra diverse realtà urbane e commerciali, introducendo zone a vocazione turistica e di intrattenimento controllato, aree ordinarie e zone di particolare tutela. 

Gli operatori chiedono inoltre che la musica di sottofondo non venga assimilata alle attività di intrattenimento più impattanti e propongono un calendario comunale delle deroghe programmabili per eventi e iniziative nel periodo turistico.

 

Il confronto sul Piano Acustico si inserisce in una discussione più ampia che da mesi divide residenti, operatori economici e amministrazione comunale. Da una parte le richieste di tutela della quiete pubblica e del diritto al riposo; dall'altra le preoccupazioni di chi teme che regole troppo rigide possano penalizzare la ristorazione, l'intrattenimento e l'economia turistica del centro storico.

Nel manifesto il Comitato sottolinea come le attività commerciali rappresentino anche un presidio sociale e di sicurezza urbana. 

"Una strada illuminata dalle vetrine, vissuta dai clienti e presidiata dagli operatori è una strada sicura", affermano gli esercenti, sostenendo che il rischio sia quello di trasformare aree oggi vive e frequentate in zone progressivamente svuotate.

 

Le richieste del comitato

Sei le richieste immediate avanzate al Comune: chiarezza sui costi futuri della BRT, garanzie sui percorsi riservati ai mezzi di soccorso, un cronoprogramma dettagliato dei cantieri, misure temporanee per la sosta e la viabilità, l'apertura di nuovi varchi pedonali nelle aree interessate dai lavori e l'introduzione di agevolazioni fiscali per le imprese colpite dai disagi.

Il Comitato giudica inoltre insufficiente la convocazione di un nuovo incontro fissato dal Comune per il 29 giugno, considerandola una risposta tardiva rispetto alle difficoltà che gli operatori sostengono di vivere in piena stagione estiva. 

Per questo annuncia formalmente lo stato di agitazione generale e non esclude di chiedere l'intervento della Prefettura qualora non arrivassero risposte "chiare, concrete e scritte".

 

La vertenza si preannuncia quindi come uno dei principali fronti di confronto dell'estate trapanese. Sul tavolo non c'è soltanto il futuro della movida o del Piano Acustico, ma un più ampio scontro sulla gestione del centro storico, tra esigenze di sviluppo turistico, sostenibilità urbana, vivibilità per i residenti e sopravvivenza delle attività economiche.