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19/06/2026 08:51:00

Bancarotta fraudolenta, condanna per Scozzari e altri

 Per bancarotta fraudolenta, il Tribunale di Marsala ha condannato cinque persone. Sono i castelvetranesi Giuseppe Scozzari e Vito Giuseppe Accardo, la salemitana Giuseppina Gisone, la corleonese Valentina Corallo e il palermitano Davide Matranga.

 

 Il procedimento penale era scattato a seguito del fallimento della cooperativa “Insieme” e delle vicende collegate. Il fascicolo è stato aperto dalla Procura di Marsala nel 2020. Ora, tre anni di carcere sono stati inflitti a Scozzari, Matranga e Gisone. Due anni, invece, per Accardo e Corallo, amministratori della società “I Locandieri”. 

 

Dopo la lettura della sentenza, gli avvocati difensori Tancredi Bongiorno, legale di Scozzari, Gisone, Accardo e Corallo, ed Edoardo Alagna, difensore di Matranga, hanno dichiarato: “Attendiamo di conoscere le motivazioni della sentenza prima di formulare valutazioni compiute. Prendiamo atto che le pene inflitte risultano sensibilmente inferiori rispetto a quelle richieste dalla Procura della repubblica. Dopo il deposito delle motivazioni valuteremo con attenzione le ragioni della decisione e le iniziative difensive da intraprendere in sede di appello, poiché il dispositivo odierno non soddisfa la difesa”. 

 

Intanto, si attende ancora la conclusione dell’altro procedimento penale relativo alle contestazioni di natura tributaria (evasione fiscale), la cui discussione difensiva, sempre in Tribunale, è prevista per il prossimo 23 giugno. In questo processo il pubblico ministero Giuseppe Lisella ha già chiesto la condanna di Giuseppe Scozzari e Valentina Corallo alla pena di un anno e nove mesi di reclusione ciascuno. Il 15 luglio 2024, il Tribunale (diverso collegio) aveva assolto Giuseppe Scozzari dalle accuse di peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato. Amministratore della Cooperativa "Insieme", che fino al 2019 ha operato a Castelvetrano nell'ambito dell'accoglienza dei migranti, le accuse erano state mosse nell’ambito di un progetto Sprar, acronimo di “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”. L’inchiesta era stata avviata nel febbraio 2018, quando il Comune di Castelvetrano segnalò presunte irregolarità nelle rendicontazioni annuali del progetto Sprar gestito dalla cooperativa. Le irregolarità furono segnalate dalla Commissione Straordinaria Antimafia, dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale, alla Procura della Repubblica di Marsala e al Ministero dell'Interno, quest’ultimo ente erogatore dei finanziamenti destinati all'accoglienza dei migranti ospitati nelle strutture gestite dalla cooperativa. La Procura della Repubblica di Marsala aveva avanzato e ottenuto il rinvio a giudizio per Scozzari. Le accuse riguardavano la mancata restituzione di oltre 390.000 euro al Comune di Castelvetrano, somme che il Comune riteneva indebitamente erogate, e l'uso da parte di Scozzari di false attestazioni di spesa e fittizie imputazioni al fine di ottenere erogazioni pubbliche per milioni di euro. Ma dopo oltre tre anni di procedimento giudiziario, il Tribunale di Marsala (presidente di quel collegio Alessandra Camassa) ritenne infondate le accuse. 



Giudiziaria | 2026-06-19 08:51:00
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Bancarotta fraudolenta, condanna per Scozzari e altri

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