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19/06/2026 06:00:00

Sono attive le Case della Comunità in provincia di Trapani, ma manca il personale

Completate e attivate diverse strutture sanitarie gestite dall'Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani, attraverso i progetti che rientrano nelle direttive del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Via alle Case della Comunità e agli Ospedali di Comunità: le prime si distinguono in Hub e Spoke, con funzioni e dimensioni diverse.

 

Le Case della Comunità Hub sono generalmente aperte 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con la presenza di équipe multidisciplinari complete: medici di medicina generale, pediatri, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali, assistenti sociali e altri professionisti sanitari.

 

La Casa della Comunità Spoke, invece, è una struttura più piccola, collegata funzionalmente all’Hub. Le sue caratteristiche sono: orari di apertura più limitati, servizi sanitari e socio-sanitari essenziali e funzione di punto di accesso di prossimità per i cittadini.

 

Le Case della Comunità Hub in provincia di Trapani sono quelle di Castelvetrano, Marsala Centro, Marsala Nord e Mazara del Vallo.

 

Le Case della Comunità Spoke sono invece allocate a Castellammare del Golfo, Custonaci e Pantelleria.

Gli Ospedali di Comunità si trovano a Salemi e a Marsala.

In pratica, l'Hub è il “centro nevralgico” dell'assistenza territoriale, mentre lo Spoke è il presidio più vicino ai cittadini, soprattutto nei territori periferici o nelle isole minori, garantendo accesso ai servizi senza la necessità di spostarsi verso strutture più grandi.

 

Problema mancanza di personale

La realizzazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità rappresenta uno dei pilastri della riforma sanitaria territoriale prevista dal PNRR. Tuttavia, alla crescita delle strutture non sempre corrisponde un adeguato incremento del personale sanitario.

Il rischio che infermieri e OSS si trovino a dover garantire nuovi servizi senza un reale rafforzamento degli organici è concreto: molti di loro hanno già lanciato l’allarme.

In assenza di nuove assunzioni sufficienti, il personale già in servizio potrebbe essere redistribuito tra ospedali, Case della Comunità e Ospedali di Comunità, con conseguente aumento dei carichi di lavoro.

Una situazione che rischia di mettere in difficoltà la programmazione delle ferie estive, dei riposi e delle sostituzioni, soprattutto nei territori che già oggi registrano carenze croniche.

L'apertura di nuove strutture territoriali è certamente positiva per i cittadini, ma richiede personale aggiuntivo. In caso contrario, il rischio concreto è che gli stessi professionisti siano chiamati a coprire più servizi contemporaneamente, con possibili ripercussioni sulla qualità dell'assistenza, sul benessere dei lavoratori e sul diritto alle ferie maturate.

La sfida, dunque, non riguarda soltanto la costruzione degli edifici o l'acquisto delle attrezzature, ma soprattutto la capacità del sistema sanitario di reperire e trattenere personale qualificato, condizione indispensabile affinché Case e Ospedali di Comunità possano funzionare pienamente senza gravare ulteriormente sugli operatori già in servizio.