Sicilia: Vannacci guarda all'Isola, la Dc perde pezzi e Schifani sente il fiato sul collo
La politica siciliana si avvicina all'estate con un quadro tutt'altro che tranquillo. Mentre il centrodestra continua a governare la Regione con una maggioranza numericamente solida, sotto la superficie si moltiplicano tensioni, manovre e riposizionamenti. Dalla nascita del movimento di Roberto Vannacci alla crisi della Democrazia Cristiana, passando per le polemiche che investono il governo Schifani e la mozione di censura contro l'assessora al Turismo Elvira Amata, il sistema politico regionale è entrato in una fase di evidente assestamento.
Vannacci sbarca in Sicilia e punta a costruire una rete
Il generale Roberto Vannacci guarda con interesse alla Sicilia. Il leader di Futuro Nazionale ha già avviato una campagna di tesseramento nell'Isola e punta a consolidare una struttura organizzata in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
A sostenerlo non ci sono soltanto esponenti della Lega, ma anche figure provenienti da altri mondi politici e professionali. In provincia di Trapani il nome che circola è quello di Ars Nocola Cristaldi, ex deputato regionale ed ex sindaco di Mazara del Vallo, da tempo vicino alle posizioni del generale.
L'obiettivo di Vannacci sembra essere quello di trasformare il consenso personale raccolto negli ultimi mesi in una vera forza politica autonoma, capace di dialogare con il centrodestra ma anche di intercettarne il malcontento interno.
La Democrazia Cristiana perde pezzi
Se il centrodestra cerca nuovi spazi, la Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro attraversa una fase complicata.
L'uscita di Laura Abbadessa rappresenta uno dei segnali più evidenti di un malessere interno che da mesi attraversa la formazione centrista.
Abbadessa ha spiegato la sua decisione parlando della necessità di ritrovare uno spazio politico coerente con i propri valori, criticando indirettamente la struttura del partito. Una scelta che arriva in un momento delicato per la Dc, impegnata a consolidare il proprio ruolo nella maggioranza che sostiene Renato Schifani.
Cardinale blinda Schifani e boccia le fughe in avanti
Se c'è una voce che in queste settimane si è levata a difesa di Renato Schifani, è quella di Totò Cardinale. Nell'intervista rilasciata a La Sicilia, l'ex ministro e leader di Sicilia Futura non lascia spazio a equivoci: «La mia opinione non è mai cambiata: Schifani deve essere riconfermato».
Per Cardinale, il presidente della Regione resta il punto di riferimento naturale del centrodestra siciliano in vista delle prossime Regionali. Una posizione che lo porta anche a criticare chi, dentro la coalizione, sta già ragionando sul dopo Schifani. Il riferimento più esplicito è a Giorgio Mulè, il cui nome è stato accostato alla corsa per Palazzo d'Orléans. «La sua aspirazione è legittima – afferma Cardinale – ma è fuori tempo e fuori luogo. Così si finisce per destabilizzare senza una reale prospettiva politica».
L'ex ministro riconosce l'esistenza di tensioni e rivalità all'interno della maggioranza, ma invita tutti a guardare oltre le polemiche quotidiane. Secondo lui, la Sicilia è già entrata in una lunga campagna elettorale e serve invece un "patto di fine legislatura" per utilizzare al meglio le risorse disponibili e portare a termine l'azione di governo.
Cardinale non nasconde le proprie preoccupazioni per le vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcuni esponenti della maggioranza, ma ritiene che il centrodestra resti competitivo e destinato a partire favorito alle prossime Regionali. A una condizione: evitare spaccature. «Se il centrodestra non commette errori madornali, non può perdere», sostiene. E alla domanda se intraveda il rischio di una rottura risponde: «Al momento no. Ma non mi sento di escluderlo».
Anche sul fenomeno Vannacci, Cardinale invita alla prudenza. Il generale, secondo lui, potrebbe rappresentare una variabile importante nelle future competizioni elettorali e il centrodestra farebbe bene a non sottovalutarne il consenso.
L'opposizione torna all'attacco sull'assessora Amata
Sul fronte dell'opposizione, il Movimento 5 Stelle prova a sfruttare le difficoltà della maggioranza.
Il capogruppo all'Ars Antonio De Luca ha chiesto con forza la calendarizzazione della mozione di censura contro l'assessora regionale al Turismo Elvira Amata, depositata ormai da quasi due mesi.
«Vogliamo vedere chi avrà il coraggio di metterci la faccia e salvare la poltrona di un'assessora il cui operato è stato fallimentare», afferma De Luca.
Secondo il Movimento 5 Stelle, il rinvio della discussione sarebbe il segnale di una maggioranza che tenta di prendere tempo su una vicenda politicamente imbarazzante. Per i pentastellati, il settore turistico, strategico per l'economia siciliana, avrebbe bisogno di una guida diversa e più efficace.
Schifani resta forte, ma il clima è cambiato
Nessuno oggi mette realmente in discussione la tenuta del governo regionale. I numeri all'Ars continuano a garantire una maggioranza stabile e l'opposizione appare ancora lontana dall'essere un'alternativa credibile.
Tuttavia il clima politico è cambiato. Le tensioni interne ai partiti, le ambizioni personali, la crescita di nuovi soggetti politici e le polemiche che coinvolgono alcuni esponenti della giunta stanno ridisegnando gli equilibri.
A poco più di un anno dalle prossime elezioni, in Sicilia è iniziata una nuova fase. E, come spesso accade nell'Isola, i movimenti più interessanti avvengono lontano dai riflettori delle aule parlamentari.
Il vertice del centrodestra: "Basta divisioni"
A rendere ancora più significativo il momento politico è il vertice convocato a Palermo dai leader regionali delle forze che sostengono il governo Schifani. Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovati Nino Minardo per Forza Italia, Luca Sbardella per Fratelli d'Italia, Nino Germanà per la Lega, Marianna Caronia per Noi Moderati, Fabio Mancuso per Grande Sicilia, Decio Terrana per l'Udc e Carmelo Pace per la Democrazia Cristiana.
La riunione arriva all'indomani delle elezioni amministrative e parte da una constatazione che suona quasi come un'autocritica: «Non si può ignorare il messaggio arrivato dalle urne». Per i vertici della coalizione, infatti, uno dei principali problemi è stato essersi presentati divisi in numerose realtà locali.
Il documento finale sottolinea la necessità di rafforzare il coordinamento politico, la programmazione condivisa e la capacità di trasformare l'unità formale dell'alleanza in una proposta realmente competitiva sui territori. Un messaggio che sembra rivolto non soltanto agli elettori, ma anche ai tanti protagonisti del centrodestra siciliano impegnati in queste settimane in una continua partita di posizionamenti e regolamenti di conti interni.
Una maggioranza forte ma inquieta
Il paradosso della politica siciliana è tutto qui. Da una parte il centrodestra continua a controllare saldamente la Regione e la maggioranza dei principali enti locali. Dall'altra, però, cresce la sensazione che sia iniziata una lunga fase pre-elettorale. Le manovre di Vannacci, le fibrillazioni nella Dc, le critiche a Schifani, il caso Amata e persino il richiamo ufficiale all'unità lanciato dai leader della coalizione raccontano la stessa storia: il centrodestra resta dominante, ma non è più sereno. E quando in Sicilia i partiti iniziano a parlare così spesso di unità, di solito significa che qualcuno sta già pensando alla partita successiva.
Roma, 18 giugno 2026 – Oltre 1300 loghi riconosciuti alle aziende premiate per aver promosso l’inclusione lavorativa delle persone rifugiate e 69 mila percorsi professionali attivati in otto edizioni, dal 2017 a...
La politica siciliana si avvicina all'estate con un quadro tutt'altro che tranquillo. Mentre il centrodestra continua a governare la Regione con una maggioranza numericamente solida, sotto la superficie si moltiplicano tensioni, manovre e...
Torna a Marsala la History & Politics Summer School. Da martedì 23 a sabato 27 giugno 2026, il Complesso Monumentale San Pietro ospita l'undicesima edizione della scuola estiva promossa dal Dipartimento di Scienze...
Campo largo, ma non proprio sereno. Le ultime ore sono state caratterizzate da una serie di botta e risposta tra Cateno De Luca, che appare sempre più spostato verso il centrodestra, Ismaele La Vardera e il PD. Nomi tanti, idee confuse....
Marsala, Expert Supernova celebra il terzo anniversario tra crescita, innovazione e nuovi importanti traguardi. Tre anni di attività, investimenti e fiducia conquistata sul territorio. Expert Supernova di...