C'è qualcosa di ammirevole, bisogna riconoscerlo, nella capacità del romano Valerio Antonini di non arrendersi mai all'evidenza. Una qualità rara. O un superpotere.
Dopo una stagione culminata con una retrocessione sul campo e sulla scorta di penalizzazioni record per il Trapani Calcio, e con una esclusione dalla Serie A per il Trapani Shark legata alla nota vicenda dei crediti fiscali, il patron romano rilancia. Non un passo indietro. Nemmeno uno di lato. Direttamente avanti.
Le sue società hanno infatti presentato domanda per essere ammesse rispettivamente alla Serie C e alla Serie A. Come se l'ultimo anno fosse stato una sorta di spiacevole equivoco burocratico. Un malinteso. Un incidente amministrativo da sistemare davanti a una scrivania.
Nella nota diffusa, Antonini e le sue società spiegano che le richieste sono corredate da una poderosa documentazione tecnica, giuridica e tributaria. Il cuore dell'argomentazione è una sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di Trapani che ha escluso la sussistenza di una strategia fraudolenta nella vicenda dei crediti fiscali, riducendo le sanzioni al minimo previsto.
Tradotto: secondo Antonini, se non c'è stata frode, allora bisogna restituire ciò che è stato tolto.
Il problema è che nel frattempo sono passate diverse sentenze sportive. Nel calcio il Trapani ha accumulato penalizzazioni, deferimenti e ammende. Nel basket è arrivata una delle decisioni più pesanti della storia recente della
pallacanestro italiana. Ma evidentemente, nella narrazione antoniniana, tutto questo rappresenta soltanto un capitolo ancora aperto.
Anzi, le lettere inviate a FIGC e FIP hanno quasi il tono di un invito al dialogo: siamo pronti a sederci, collaboriamo, troviamo una soluzione. Una specie di ramo d'ulivo accompagnato, però, da una cartellina piena di avvocati.
Perché il finale del comunicato è quello che ormai i tifosi trapanesi conoscono bene. Se le Federazioni dovessero rispondere di no, scatterà il ricorso al TAR del Lazio, con richiesta cautelare urgente e domanda di risarcimento danni.
Insomma, il campionato non è ancora cominciato ma la partita è già iniziata. E non si giocherà al Provinciale né al PalaShark. Si giocherà tra uffici federali, studi legali e aule di tribunale.
Del resto, Antonini ci ha abituati così. Quando una porta si chiude, lui non bussa. Presenta un ricorso per farla riaprire.
E adesso la domanda è una sola: FIGC e FIP considereranno le sue richieste una proposta ragionevole o l'ennesimo episodio di una stagione che continua a non voler finire?
A Trapani, intanto, c'è chi aspetta ancora di capire in quale categoria giocheranno le squadre. E dove. E chi, più semplicemente, vorrebbe tornare a parlare di sport.