La Sicilia si colloca all’ultimo posto in Italia per raccolta differenziata degli imballaggi in vetro, con 28,6 chilogrammi per abitante nel 2025. Un dato che evidenzia ampi margini di miglioramento per la regione all’interno del sistema nazionale del riciclo, che continua però a generare effetti positivi sia sul piano ambientale sia economico.
Grazie ai quantitativi raccolti e alla qualità del materiale conferito, nel 2025 il CoReVe (Consorzio Recupero Vetro) ha riconosciuto ai Comuni siciliani e ai gestori delegati circa 8,3 milioni di euro, pari a circa il 5,7% dei 145,9 milioni complessivamente erogati a livello nazionale. Un flusso di risorse che contribuisce a sostenere i servizi di raccolta differenziata e a migliorare l’efficienza del sistema locale di gestione dei rifiuti.
Sul territorio regionale sono attivi anche importanti impianti della filiera del vetro: lo stabilimento O-I Italy di Marsala e l’impianto di trattamento del rottame Sarco, anch’esso a Marsala. Queste strutture fanno parte di una rete nazionale composta da 37 vetrerie e 19 impianti di trattamento, di cui una quota significativa nel Mezzogiorno, e rappresentano un comparto industriale ad alta specializzazione, capace di generare occupazione e valore economico.
Nel complesso, i Comuni del Sud hanno beneficiato di 40,9 milioni di euro, con un incremento del 31,1% rispetto al 2024, mentre la remunerazione media riconosciuta da CoReVe si è attestata a 68,10 euro per tonnellata.
La performance siciliana si inserisce comunque in un quadro nazionale in crescita. Nel 2025 in Italia sono state riciclate 2.155.287 tonnellate di imballaggi in vetro, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente. Il tasso di riciclo ha raggiunto l’82,1%, superando ampiamente l’obiettivo europeo del 75% fissato per il 2030.
La raccolta differenziata complessiva ha superato le 2,39 milioni di tonnellate, mentre migliora anche la qualità del materiale conferito: il 90% del vetro raccolto è stato effettivamente avviato a riciclo, contro l’88,2% del 2024.
Un sistema che produce anche importanti benefici ambientali ed economici: 408 milioni di metri cubi di gas risparmiati, 3,9 milioni di tonnellate di materie prime preservate e 2,4 milioni di tonnellate di CO₂ evitate, pari alla capacità di assorbimento di una foresta grande oltre tre quarti della Valle d’Aosta. A questo si aggiunge un risparmio di circa 479 milioni di euro di mancati costi di smaltimento in discarica.
Restano però forti differenze territoriali: il Nord raggiunge 46,7 kg per abitante, il Centro 38,0 kg/ab e il Sud 33,6 kg/ab. In questo contesto, la Valle d’Aosta guida la classifica con 62,7 kg/ab.
“Il 2025 è stato un anno di consolidamento e rafforzamento per il sistema del riciclo del vetro in Italia”, ha dichiarato Gianni Scotti, presidente di CoReVe. “Nonostante un contesto economico complesso, la filiera ha confermato la propria capacità di generare valore ambientale, industriale ed economico. Le risorse riconosciute ai Comuni sostengono i servizi locali, mentre il vetro raccolto alimenta l’industria nazionale. Per questo continuiamo a investire sulla qualità della raccolta: più il vetro è pulito e correttamente conferito, maggiore è il valore restituito ai territori”.