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03/07/2026 06:00:00

Antonini, 170 milioni, la Serie B, il Pd e uno stadio da ritrovare: il mondo secondo Valerio

C'è un universo nel quale il Trapani Calcio non sa ancora dove giocherà il prossimo campionato.

E poi c'è l'universo di Valerio Antonini.

 

Nel primo universo c'è uno sfratto dallo stadio Provinciale, un decreto ingiuntivo, una trattativa tra avvocati per evitare un contenzioso, una squadra retrocessa in Serie D e un presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci, che dice con estrema chiarezza: «Il destino dello stadio dipende esclusivamente da Antonini».

 

Nel secondo universo, invece, si parla di quotazione in Borsa, di un accordo da 170 milioni di euro con un fondo internazionale, di nuove acquisizioni sportive, di infrastrutture da realizzare in tutta Italia, di possibili società di Serie B da comprare e, perché no, perfino della candidatura a sindaco di Trapani... con il Partito Democratico.

 

È difficile annoiarsi.

 

L'ultima settimana antoniniana è stata un piccolo concentrato del suo modo di interpretare la comunicazione: mentre ancora non è chiaro dove il Trapani potrà disputare le partite casalinghe della prossima stagione, la holding lussemburghese T Holding annuncia un accordo con il fondo GEM fino a 170 milioni di euro, propedeutico alla futura quotazione in Borsa.

Una notizia certamente importante, se e quando produrrà i suoi effetti concreti.

Nel frattempo, però, la questione più urgente resta assai meno internazionale: trovare un campo dove giocare.

Perché, come ricorda Quinci, la trattativa con il Libero Consorzio è aperta, ma tutto dipende dalla possibilità di raggiungere un accordo economico tra le parti. Tradotto: prima dei mercati finanziari ci sono i conti con il Provinciale.

Ma Antonini non è uomo da fermarsi davanti ai dettagli.

Così, mentre arriva il nuovo direttore sportivo Pasquale Lo Giudice per costruire una squadra di Serie D, si parla contemporaneamente di una possibile acquisizione di un club di Serie B. Perché la Sport Invest, spiegano gli addetti ai lavori, punta ad allargare il proprio portafoglio di società sportive.

Insomma: una squadra deve ancora sapere dove giocherà, ma si ragiona già sulle prossime da comprare.

 

E non finisce qui.

Tra un comunicato finanziario e un progetto di espansione, Antonini ha trovato anche il tempo di lanciare una delle sue provocazioni social più originali: candidarsi a sindaco di Trapani... per il Partito Democratico.

«Sarei il candidato perfetto per il Pd», ha scritto, aggiungendo di essere pronto al confronto perché, dice, conosce bene il mondo della sinistra.

Viene spontaneo chiedersi se nel Pd ne siano già al corrente.

 

 

Naturalmente è difficile capire dove finisca la provocazione e dove inizi la reale intenzione politica. Ma con Antonini è ormai una costante: ogni giorno offre almeno uno spunto nuovo, spesso molto distante da quello del giorno precedente.

 

Nel frattempo restano sul tavolo alcune questioni piuttosto concrete.

Il Trapani deve iscriversi alla Serie D, deve sapere dove giocherà, deve chiudere la partita con il Libero Consorzio e deve provare a ricostruire credibilità dopo una stagione segnata da penalizzazioni, sentenze e scontri istituzionali.

Sono problemi poco spettacolari. Non fanno l'effetto di un annuncio da 170 milioni di euro, né di una quotazione in Borsa.

Ma sono quelli che, alla fine, decideranno il futuro del calcio trapanese.

Il resto, almeno per ora, è il solito copione. Un giorno Wall Street, il giorno dopo Palazzo Cavarretta. In mezzo, il Provinciale. Chiuso.



Calcio | 2026-07-01 10:04:00
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