Marsala. Il Comune vince la causa contro l’ex gestore, ma dopo 5 anni la piscina è ancora chiusa
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La piscina comunale di Marsala è chiusa da cinque anni. Dopo il Covid non ha più riaperto, con lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza interminabili. Doveva tornare fruibile entro la fine del 2025. Siamo a luglio 2026 e il cantiere è ancora in corso.
Nel frattempo arriva una sentenza importante sul fronte della vecchia gestione. Il Tribunale civile di Marsala ha accolto integralmente le richieste del Comune contro l’Associazione Sportiva Dilettantistica Blu Water, capogruppo dell’associazione temporanea di imprese che aveva gestito l’impianto natatorio comunale.
La condanna dell’ex gestore
Le somme riconosciute al Comune riguardano 252.095 euro per canoni di concessione non corrisposti e quote di compartecipazione ai consumi di gas ed energia elettrica, 90.848 euro per danni derivanti dalla mancata manutenzione ordinaria della piscina, oltre a spese di mediazione e documentate.
A queste cifre si aggiungono più di 22 mila euro di spese legali. La causa era stata promossa dal Comune per ottenere il pagamento delle somme ritenute dovute in base al contratto di gestione stipulato nel 2017.
Bilardello: “Recuperato quasi mezzo milione di euro”
Sulla vicenda interviene l’ex assessore allo Sport Ignazio Bilardello, che rivendica il lavoro svolto dalla vecchia amministrazione comunale.
“Quando mi sono insediato, il 30 gennaio 2023, c’era una situazione nella quale l’amministrazione era riuscita da poco ad avere le chiavi attraverso un’azione giudiziaria”, racconta. “La consegna delle chiavi da parte del gestore non è avvenuta spontaneamente, malgrado la struttura fosse chiusa e abbandonata”.
Bilardello spiega di avere effettuato un sopralluogo e di avere riscontrato danni consistenti. “Al di là della fideiussione da 100 mila euro, che abbiamo subito riscosso, a vista d’occhio c’erano danni davvero importanti”.
Da qui la richiesta all’ufficio legale del Comune di avviare un accertamento tecnico per quantificare danni, canoni non pagati e utenze. “I numeri venuti fuori sono importanti. Con gli interessi legali siamo a circa 400 mila euro, in aggiunta ai 100 mila euro già riscossi. Quindi il danno recuperato sfiora il mezzo milione”.
La piscina ancora chiusa
La sentenza chiude un capitolo della vicenda (a meno che non ci siano ricorsi), ma non risolve il problema principale: la piscina comunale resta chiusa. La struttura, per anni punto di riferimento per bambini, sportivi, agonisti e persone con esigenze riabilitative, non è ancora tornata disponibile alla città.
Il progetto di ristrutturazione vale circa 920 mila euro: 450 mila euro di fondi ministeriali, 242 mila euro di contributi regionali e 230 mila euro di fondi comunali.
Gli interventi prevedono la messa in sicurezza della struttura, l’adeguamento degli impianti tecnologici, la riqualificazione di spogliatoi, servizi igienici, docce e infermeria, oltre all’efficientamento energetico e all’accessibilità per le persone con disabilità.
Ritardi e diffide all’impresa
La riapertura era stata indicata più volte come imminente. Il termine del 30 ottobre 2025 era stato fissato dal cronoprogramma ministeriale, ma l’impresa aveva chiesto una proroga di 120 giorni. Il Comune aveva risposto con una diffida a proseguire i lavori “con urgenza e senza ulteriore indugio”, rigettando la richiesta di proroga.
Bilardello respinge responsabilità dell’amministrazione sui ritardi: “Di fronte a una proroga richiesta dall’impresa senza alcun valido motivo, l’abbiamo assolutamente negata, consentendo agli uffici di applicare le condizioni contrattuali e le eventuali sanzioni previste”.
Secondo l’ex assessore, il problema è stato l’andamento del cantiere. “Siamo incappati in un’impresa che ha causato questo ritardo e ha creato notevoli disagi non all’amministrazione, ma alla città”.
La domanda resta la stessa
Mentre il Comune incassa una vittoria giudiziaria contro l’ex gestore, Marsala continua però ad aspettare la riapertura della piscina. Una struttura chiusa da troppo tempo, diventata negli anni simbolo di ritardi, contenziosi e promesse rinviate.
Il punto, adesso, è capire quando i lavori saranno davvero completati e quando l’impianto potrà tornare a disposizione della città.
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