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07/07/2026 10:34:00

Allo Stagnone le regole non esistono. Con barca a motore calano reti nelle acque della Riserva

 Alla Riserva dello Stagnone di Marsala continua a sembrare che le regole non esistano.  

 

L’ultimo episodio è stato ripreso ieri pomeriggio da alcuni cittadini: una barca a motore, nei bassi fondali della laguna, avrebbe calato reti a poche decine di metri dalla riva, in un’area frequentata anche da bagnanti e famiglie.

 

Una scena che ha creato allarme non solo per il possibile danno ambientale, ma anche per il pericolo per chi si trova in acqua.

“Le reti sono state calate a 20 metri dalla riva. E se un bambino resta incastrato? Può annegare”, raccontano i cittadini che hanno assistito alla scena.

Il punto è semplice: nelle acque dello Stagnone la pesca con le reti è vietata. Siamo all’interno di una riserva naturale. Ed è vietata anche la navigazione con barche a motore, salvo autorizzazioni specifiche.

 

Eppure, tra kite, natanti, pesca abusiva, accessi non controllati e comportamenti fuori regola, la Riserva continua a essere vissuta come una zona franca.

Nei giorni scorsi è stato lo stesso presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani, Salvatore Quinci, ente che gestisce la Riserva, ad ammettere che il sistema non funziona.

 

“Le Riserve Naturali, così come sono, non vanno”, ha detto Quinci, parlando non solo dello Stagnone, ma anche del Bosco d’Alcamo e della Foce del Belice.

Per il presidente dell’ex Provincia esiste “un problema di gestione” che il Libero Consorzio intende assumersi fino in fondo. “Governare le Riserve significa garantire sicurezza, tutela del territorio e qualità della vita”.

 

 

Intanto, però, lo Stagnone resta senza controlli adeguati. E mentre si parla di piani, ricognizioni e nuove strategie, nella laguna c’è chi continua a fare quello che vuole.