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13/07/2026 11:19:00

Mafia a Palermo, arrestati i mandanti degli attentati a Sicily by Car: 22 fermi nella rete della Dda

 

Sono ritenuti i mandanti e gli esecutori della lunga scia di attentati che negli ultimi mesi ha colpito imprenditori e attività commerciali di Palermo, compreso l'attacco ai danni di Sicily by Car. I carabinieri del Comando provinciale di Palermo hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di 22 persone, sette delle quali erano già detenute, al termine di un'indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Maurizio de Lucia.

Secondo gli investigatori, gli indagati facevano parte della cosiddetta "banda dei kalashnikov", un'organizzazione criminale che tra novembre 2025 e le ultime settimane avrebbe seminato il terrore nel mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo, imponendo il racket delle estorsioni attraverso intimidazioni sempre più violente.

 

Estorsioni, incendi e raffiche di kalashnikov

 

A nove dei fermati vengono contestati, a vario titolo, i reati di estorsione, tentata estorsione e detenzione illegale di armi da guerra, aggravati dal metodo mafioso. Per la Dda sarebbero stati sia gli esecutori materiali sia i mandanti di una serie di attentati messi in atto per costringere commercianti e imprenditori a pagare il pizzo.

Le intimidazioni sarebbero state compiute con bottiglie incendiarie e raffiche di kalashnikov contro esercizi commerciali nelle zone dello Zen, San Lorenzo, Sferracavallo e Isola delle Femmine, in un'escalation che aveva destato forte allarme in città.

Tra gli episodi contestati rientrano anche gli attentati contro Sicily by Car, inseriti dagli investigatori nella strategia mafiosa finalizzata a piegare le vittime attraverso la paura.

 

Il traffico di droga e l'arsenale

 

Gli altri sei provvedimenti riguardano presunti appartenenti a un'organizzazione dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana nei quartieri di San Lorenzo e Zen 2. Secondo l'accusa, il gruppo avrebbe inoltre avuto la disponibilità di un vero e proprio arsenale di armi.

L'operazione rappresenta il seguito dell'inchiesta che, nello scorso giugno, aveva già portato all'arresto di altre otto persone accusate di estorsioni, danneggiamenti e tentato omicidio.

 

 

Decisive le dichiarazioni del pentito Alessio D'Agostino

 

Un contributo determinante alle indagini è arrivato dal nuovo collaboratore di giustizia Alessio D'Agostino, arrestato a marzo e successivamente diventato pentito.

Le sue dichiarazioni hanno consentito agli investigatori di ricostruire il ruolo di Salvatore Verga, 25 anni, ritenuto uno dei principali riferimenti del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo. Secondo la ricostruzione della Dda, Verga avrebbe continuato a dirigere le attività criminali persino dal carcere di Trani, impartendo ordini ai "picciotti" incaricati delle intimidazioni.

 

Solo due imprenditori hanno denunciato

 

Uno degli aspetti più significativi emersi dall'indagine riguarda il numero estremamente ridotto delle denunce. Soltanto due imprenditori avrebbero trovato il coraggio di rivolgersi alle forze dell'ordine.

Uno di loro ha raccontato di aver ricevuto una richiesta iniziale di 5 mila euro, poi ridotta a 3 mila euro, somma che avrebbe versato in due tranche. La sua collaborazione si è rivelata decisiva: ha descritto gli estorsori e consegnato agli investigatori le immagini che ritraevano Andrea Perugia e Massimiliano Clemente, entrambi fermati nell'operazione.

Secondo il suo racconto, Perugia, cliente abituale dell'attività, gli avrebbe rivolto una frase inequivocabile: "Mettiti a posto. Sai cosa sta succedendo agli altri".

 

L'appello di Addiopizzo

 

Dopo gli arresti è intervenuta anche l'associazione Addiopizzo, che ha invitato tutti gli imprenditori e commercianti del mandamento San Lorenzo a denunciare le richieste estorsive.

L'associazione ha chiesto allo Stato di non lasciare soli coloro che decidono di opporsi alla mafia e ha sottolineato come, accanto all'azione di magistratura e forze dell'ordine, sia necessario affrontare le condizioni di povertà e degrado sociale che continuano a caratterizzare alcune aree di Palermo, terreno fertile per il radicamento della criminalità organizzata.

 


“L'operazione delle ultime ore rappresenta un segnale importante per gli imprenditori e per l'intera città. Conferma che la presenza dello Stato è concreta e rafforza la fiducia di chi ha scelto, o sceglierà, di denunciare”.

Lo dichiara Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo e vicepresidente nazionale di Confcommercio con delega alla legalità, sicurezza ed etica d'impresa.

“Alle donne e agli uomini dell'Arma dei Carabinieri, al procuratore della Repubblica Maurizio de Lucia e ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia va il nostro più sincero ringraziamento per il lavoro straordinario svolto a tutela della legalità, della sicurezza e della libertà d'impresa. Questa operazione conferma quanto sia importante continuare a rafforzare il clima di fiducia tra imprenditori e istituzioni, incoraggiando sempre più gli operatori economici a denunciare ogni intimidazione o richiesta estorsiva”.

“Operazioni come quella di oggi dimostrano quanto sia importante affiancare gli imprenditori nel momento della denuncia. È questo il senso di "Imprese Mai Sole", l'iniziativa con cui Confcommercio Palermo mette gratuitamente a disposizione assistenza legale, sistemi di videosorveglianza e, quando necessario, servizi di vigilanza privata per gli imprenditori che denunciano o intendono denunciare. Perché la scelta della legalità non deve mai trasformarsi in una scelta di solitudine”.

“Dobbiamo continuare su questa strada - conclude Di Dio -. La lotta alla criminalità organizzata richiede l'impegno costante delle istituzioni, delle Forze dell'Ordine, della magistratura, delle associazioni di categoria e dell'intera società civile. Confcommercio Palermo continuerà a fare la propria parte, restando concretamente al fianco degli imprenditori, perché ogni imprenditore che sceglie la legalità deve sapere che non sarà mai lasciato solo”.

 

«Complimenti alla Procura della Repubblica di Palermo e alle forze dell’ordine che oggi hanno arrestato i presunti responsabili degli atti criminali ai danni di diversi imprenditori del territorio, causando un forte allarme nella società civile. Lo Stato c'è e ha saputo dimostrare, ancora una volta, con prontezza ed efficacia, che non esiste alcuno spazio per la riemersione di fenomeni criminali che nel passato hanno segnato profondamente la nostra terra». Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commentando il blitz antimafia nel mandamento palermitano di Tommaso Natale. «Esprimo la mia gratitudine e quella di tutti i siciliani a magistrati e investigatori che hanno immediatamente dato risposta alla richiesta di sicurezza di imprenditori e cittadini. L’operazione di oggi è un segnale importante di una lotta alla mafia concreta e di successo, nel giorno in cui ricordiamo il sacrificio di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta, con la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla cerimonia di svelamento della Fiat Croma bianca colpita nell’attentato del 23 maggio del 1992, e alla vigilia dell’anniversario della strage di via D’Amelio costata la vita al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta».

 

Confartigianato Imprese Palermo esprime il proprio plauso alla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e ai Carabinieri del Comando Provinciale per l'importante operazione che ha portato al fermo di 22 persone ritenute responsabili dell'escalation di intimidazioni, estorsioni e traffico di stupefacenti che negli ultimi mesi ha colpito il tessuto economico della città, in particolare nell'area del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo.

L'operazione rappresenta un segnale forte nella difesa della legalità e della libertà d'impresa, valori imprescindibili per garantire alle aziende sane la possibilità di operare senza il ricatto della criminalità organizzata.

«Desidero esprimere  - dichiara il presidente di Confartigianato Imprese Palermo, Giuseppe Claudio Terruso - a nome di Confartigianato Imprese Palermo e delle migliaia di artigiani e piccoli imprenditori che rappresentiamo, il più sincero ringraziamento alla Direzione Distrettuale Antimafia, alla Procura della Repubblica e ai Carabinieri del Comando Provinciale per il lavoro straordinario che ha consentito di fermare un'organizzazione che aveva instaurato un clima di paura e intimidazione ai danni di commercianti e imprenditori».

«Ogni arresto - continua Terruso - contro chi tenta di piegare il mondo produttivo con la violenza e con il racket delle estorsioni è una vittoria dello Stato e della parte sana della nostra economia. La mafia soffoca lo sviluppo, altera la concorrenza e colpisce chi ogni giorno crea lavoro, investe e rispetta le regole. Per questo continueremo a sostenere con convinzione tutte le iniziative delle istituzioni e delle forze dell'ordine impegnate nella lotta alla criminalità organizzata, promuovendo al tempo stesso una cultura della legalità e incoraggiando gli imprenditori a denunciare ogni forma di intimidazione. Solo facendo squadra tra istituzioni, associazioni di categoria e cittadini sarà possibile liberare definitivamente il nostro territorio dal condizionamento mafioso e garantire un futuro di crescita alle imprese oneste».