Campo largo senza guida in Sicilia: il rebus delle primarie
Primarie sì, primarie no. E’ questo il destino di un campo largo in cerca di unità e di un candidato che finora non c'è. Tanti i nomi, manca la sintesi, ed è proprio la non convergenza che rischia di fare sbandare un campo che è affollato, che vuole creare alternativa ma che fatica.
AVS adesso chiede le primarie: “Mettiamo per iscritto i punti programmatici che abbiamo condiviso e, se ci sono in campo più proposte per la candidatura a Presidente della Regione, definiamo precise regole democratiche e, nel rispetto dei confini politici che abbiamo già condiviso e definito, diamo la possibilità di scegliere ai siciliani e alle siciliane, tramite lo strumento delle primarie che, se ben organizzate, possono rappresentare un grande momento di partecipazione e mobilitazione politica e sociale. Invece di logorarci in riunioni interminabili tra i vertici dei nostri partiti”.
La proposta è arrivata da Pierpaolo Montalto, segretario regionale di Sinistra Italiana-Avs, e Fabio Giambrone, portavoce regionale di Europa Verde-Avs.
Che hanno sottolineato che il programma di governo deve essere di radicale rottura rispetto al passato: “L’ultimo incontro del campo progressista ha fatto registrare importanti passi in avanti e le singole forze politiche sono riuscite a trovare un’intesa significativa su temi centrali come la sanità, l’acqua, la tutela dell’ambiente e la giustizia sociale. Questo non basta e le tensioni più dannose e divisive si sono ancora una volta registrate sulla scelta della candidata o del candidato che dovrà guidare la coalizione”.
Anche Italia Viva-Casa riformista ha lanciato le primarie, sabato scorso durante la manifestazione “Le primarie delle idee”, nessuno degli esponenti dei partiti del campo largo ha partecipato.
I nomi
Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, è in campo. Ha già detto che corre per la presidenza della Regione, lo stesso ha fatto Nuccio Di Paola, portavoce regionale del M5S. Il suo nome c’è, potrebbe essere uno dei candidati in corsa.
Il PD ha sfoderato il nome di Antonello Cracolici, presidente della commissione regionale Antimafia. Italia Viva guarda e sponsorizza la candidatura di Emiliano Abramo, con il nuovo movimento “Solidali”.
La Vardera parlando della maggioranza di centrodestra ha scritto: “Sono dentro il Parlamento ogni giorno e sono perfettamente consapevoli che sarei il candidato che potrebbe mandarli a casa, con la conseguenza per loro, che con me la cuccagna finirebbe. La maggioranza questo lo capisce, incredibilmente qualcun altro no”.
Cosa si muove a destra
Fratelli d’Italia domani riceverà la visita della premier Giorgia Meloni, si tratta tuttavia di una visita istituzionale. La Premier arriverà nel pomeriggio di domani per partecipare alla cerimonia a Palazzo Jung in cui sarà svelata la Fiat Croma bianca in cui viaggiavano Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo.
Non si affronteranno tematiche che riguardano la crisi che attraversa il centrodestra. Per Fratelli d’Italia la Sicilia sta diventando un problema ingestibile, troppe liti e diverse questioni giudiziarie aperte.
Fratelli d’Italia, attraverso il commissario regionale Luca Sbardella, ha più volte precisato che si riparte dall’uscente presidente Renato Schifani. Se Forza Italia deciderà di fare un altro nome, allora, anche il partito di Meloni avanzerà i suoi, tra questi Carolina Varchi e Alessandro Aricò.
Gli azzurri al momento litigano, c’è un commissario regionale, Nino Minardo, che non mette d’accordo tutti e che sta lasciando scontenti molti territori.
Le faide interne al partito sono note.
Variabile De Luca
Cateno De Luca è in marcia, obiettivo: diventare il sindaco di Sicilia. Con quale coalizione? Il dialogo con esponenti del centrodestra c’è. De Luca in una intervista al Tempo non lo nega, si scaglia contro il centrosinistra e sul movimento di Onorato “Progetto Civico” ha detto: “Diffidate dalle imitazioni! Oggi in Italia esiste un solo movimento civico e post-ideologico e si chiama SUD chiama NORD! Non lo dico io, lo dicono i fatti. Alle ultime amministrative abbiamo ottenuto successi e risultati importanti, correndo da soli o stringendo alleanze sulla base di accordi programmatici sia con il centrodestra sia con il centrosinistra. Sapete da cosa si capisce che Sud chiama Nord sta crescendo? Oltre ai 5 istituti di sondaggi (Swg, Piepoli, Noto, Lab21 e BidiMedia) che ci quotano intorno all’1,5%, si vede dal fatto che i media nazionali hanno iniziato a darci spazi importanti, proprio come quello di oggi. Noi rimaniamo concentrati e andiamo avanti. Come sempre, ci trovate in trincea tra la gente a risolvere i problemi. Mentre a Roma, nei salotti romani, pianificano le elezioni anticipate di aprile.
Non si offendano gli amici del centrosinistra, ma del resto i fatti recenti (tra parlamentari scippati, eventi flop e litigi continui) dimostrano che non hanno voglia di vincere né a livello regionale né nazionale, ma come al solito vogliono solo partecipare”.
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