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13/07/2026 06:00:00

Sanità siciliana al collasso: crisi annunciata da anni, ma nessuno ha fatto niente

C'era ben poco di imprevedibile nell'attuale crisi della sanità siciliana. Le liste d'attesa infinite, i Pronto soccorso al collasso, la fuga di medici e infermieri, le Case di Comunità prive del personale necessario non sono emergenze improvvise, ma il risultato di un sistema che per anni ha ignorato segnali evidenti e allarmi rimasti sistematicamente inascoltati.

 

 È questo il messaggio che emerge con forza dal duro documento diffuso dal SINALP Sicilia, che punta il dito contro una politica incapace di programmare e troppo spesso concentrata a rincorrere le emergenze anziché prevenirle. Il sindacato parla senza mezzi termini di un Servizio sanitario nazionale progressivamente smantellato attraverso decenni di riforme che hanno privilegiato gli equilibri economici rispetto al diritto costituzionale alla salute. Un processo che, secondo il SINALP, non può essere attribuito a un solo governo o a una singola amministrazione regionale, ma rappresenta il risultato di oltre trent'anni di scelte che hanno progressivamente impoverito il sistema sanitario pubblico. 
 

La situazione attuale, del resto, era largamente prevedibile. Da anni esperti, organizzazioni sindacali, ordini professionali e la stessa Fondazione GIMBE denunciano il sottofinanziamento cronico, la carenza di personale, il blocco del turnover e l'assenza di una reale programmazione del fabbisogno sanitario. Eppure, mentre gli allarmi si moltiplicavano, la risposta delle istituzioni è rimasta sostanzialmente immutata. L'esempio più evidente riguarda proprio le Case di Comunità previste dal PNRR. Presentate come la rivoluzione dell'assistenza territoriale, rischiano oggi di trasformarsi in costose scatole vuote.

 

La domanda: chi dovrebbe lavorarci? 
Se oggi mancano medici, infermieri e operatori negli ospedali, appare difficile immaginare come si possano garantire servizi efficienti nelle nuove strutture, Case della Comunità e Ospedali di Comunità, senza un piano straordinario di assunzioni. Per il SINALP, costruire edifici senza aver prima programmato il personale significa ripetere errori già visti, con il concreto rischio di sprecare ingenti risorse pubbliche senza produrre benefici reali per i cittadini. Il sindacato evidenzia anche come il progressivo impoverimento degli organici abbia prodotto effetti ormai sotto gli occhi di tutti: sale operatorie utilizzate solo parzialmente, ambulatori che non lavorano nelle fasce pomeridiane e serali, liste d'attesa sempre più lunghe e migliaia di cittadini costretti a rivolgersi al privato oppure a rinunciare del tutto alle cure.

 

Gestione risorse umane e richiesta di assunzioni 
Una sanità che, nei fatti, finisce per creare cittadini di serie A e cittadini di serie B: chi dispone delle risorse economiche può curarsi subito, mentre gli altri attendono mesi, quando non anni. Emblematica, secondo il SINALP, è anche la gestione delle risorse umane. Il previsto rientro del personale SEUS dall'ARNAS Civico al servizio 118 viene indicato come l'ennesima dimostrazione di una politica che continua semplicemente a spostare personale da un'emergenza all'altra senza affrontare il problema alla radice. Da qui la richiesta di una riforma strutturale che punti su un piano pluriennale di assunzioni, una maggiore integrazione tra ospedali, medicina territoriale e strutture private accreditate, l'estensione degli orari di attività di sale operatorie e diagnostica, la semplificazione burocratica e un deciso investimento nella digitalizzazione, nella telemedicina e nell'intelligenza artificiale.

 

SINALP: stop a nomine politiche
Il passaggio forse più duro riguarda la governance della sanità. Il SINALP chiede che le nomine tornino a basarsi su competenza, merito e risultati, archiviando definitivamente la stagione delle designazioni esclusivamente politiche e degli "yes men", ritenuti incapaci di affrontare una crisi che ormai non consente più improvvisazioni. Il tempo delle giustificazioni sembra essere definitivamente terminato. La crisi della sanità siciliana non è figlia del caso né di un'emergenza improvvisa. Era scritta da anni nei numeri, nelle denunce e nelle difficoltà quotidiane degli operatori. Ignorare ancora questi segnali significherebbe assumersi la responsabilità di accompagnare il sistema verso un collasso annunciato. Per il SINALP non servono più annunci, commissariamenti o nuove promesse. Serve una programmazione vera, investimenti adeguati e il coraggio di affrontare una riforma che rimetta finalmente al centro il diritto dei cittadini alla salute, prima che sia troppo tardi.