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14/07/2026 02:00:00

La Sicilia delle bollicine fa squadra: nasce una rete per puntare sull'enoturismo

La Sicilia delle bollicine vuole fare un salto di qualità, passando da produzione di nicchia a motore di sviluppo turistico. È questo l'obiettivo della Rete delle bollicine siciliane, promossa dall'Irvo (Istituto regionale del vino e dell'olio) insieme ad Ais Sicilia, che sarà presentata nell'ambito della dodicesima edizione di "Sicilia in Bolle", in programma a Realmonte.

Come racconta Il Sole 24 Ore in un articolo firmato da Nino Amadore, il progetto punta a mettere in rete produttori, consorzi, istituzioni e operatori del turismo attraverso un Manifesto che mira a costruire un'identità condivisa per gli spumanti siciliani e a sviluppare nuovi itinerari enoturistici. (Fonte: Il Sole 24 Ore, 12 luglio 2026).

 

Un comparto piccolo ma in continua crescita

Secondo i dati dell'Osservatorio Irvo, oggi in Sicilia operano circa 140 aziende produttrici di spumanti, con 330 etichette presenti sul mercato tra Doc, Igt e vini varietali.

La produzione resta ancora limitata rispetto al totale del vino imbottigliato nell'Isola, rappresentando meno dell'1% del confezionato regionale, ma il settore è in costante crescita grazie ai riconoscimenti ottenuti dalle cantine e alla crescente domanda di vini freschi e spumeggianti.

Il 54% delle etichette viene realizzato con Metodo Charmat, mentre il restante 46% utilizza il Metodo Classico.

 

L'Etna traina il boom, ma cresce anche la Sicilia occidentale

Il territorio più dinamico è quello dell'Etna, che negli ultimi anni ha raddoppiato il proprio peso nella produzione regionale di spumanti, passando da meno del 10% nel 2018 a oltre il 20% nel 2025.

Ma un ruolo importante lo riveste anche la Sicilia occidentale, dove province come Trapani, Marsala, Menfi e Agrigento stanno consolidando una produzione sempre più qualificata.

Qui domina il Metodo Charmat, ma cresce anche il Metodo Classico grazie a vitigni come Grillo, Catarratto, Inzolia, Grecanico, Zibibbo, Chardonnay, Chenin Blanc, Nero d'Avola e Pinot Nero.

 

Il vino diventa esperienza

L'obiettivo della nuova rete non è soltanto valorizzare le bottiglie, ma trasformare ogni territorio in una destinazione.

Nel caso della Sicilia occidentale, il percorso enoturistico potrà unire le cantine con alcuni dei luoghi simbolo del territorio: le Saline di Trapani e Marsala, Mozia, Segesta, Selinunte, la Valle dei Templi, Erice e le riserve naturali della costa.

L'idea è offrire ai visitatori un'esperienza completa che metta insieme vino, paesaggio, archeologia, gastronomia e cultura.

 

La sfida è creare un'identità comune

A differenza di realtà consolidate come Franciacorta, Trentodoc, Alta Langa o Prosecco, la Sicilia non possiede ancora un marchio unitario riconoscibile nel mondo delle bollicine.

La Rete delle bollicine siciliane punta proprio a colmare questo divario, facendo sistema tra territori molto diversi ma accomunati da una straordinaria biodiversità vitivinicola.

L'obiettivo finale è trasformare gli spumanti dell'Isola in un simbolo dell'enoturismo siciliano, capace di attrarre visitatori e generare nuove opportunità economiche per le aziende e i territori.