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15/07/2026 10:12:00

Castellammare del Golfo, centinaia di piscine ed il pericolo inquinamento

Centinaia. Secondo alcuni, ben oltre le centinaia sono ormai le piscine private esistenti nel territorio di Castellammare del Golfo. Sono nate negli ultimi 10 anni con un aumento vertiginoso che ha dell’incredibile. E a sentire imprese edili ed artigiani, la richiesta continua a salire: “la piscina è diventata come il frigo. Indispensabile”. Case-vacanza, B&B, Agriturismi, Bagli o case di villeggiatura non sono alla moda se non hanno lo specchio d’acqua.

Residenti e turisti sono disposti a pagare per questo servizio extra.

Bene. Ma anche questo fenomeno del benessere che si allarga deve essere governato. Pena un danno ambientale irreversibile. Sì, perché – oltre ai consumi idrici – quello che deve preoccupare molto è lo scarico nel terreno di tutte queste piscine. Sostanze chimiche varie (cloro, PH, acidi, flocculanti) si usano spessissimo per avere sempre un’acqua cristallina e priva di batteri sia nelle piscine al Cloro o ai Sali.

A Scopello, Fraginesi, Guidaloca, Molinello, Visicari, Balata di Baita, Monte Sparacio, Monte Inici, etc il terreno si sta progressivamente degradando nel silenzio generale.


 

Eppure, come al solito, le leggi italiane e siciliane già da tantissimo tempo hanno legiferato sullo scarico a terra e nei corsi d’acqua. E’ addirittura del 1976 la legge Merli che regolamenta per la prima volta gli scarichi idrici.” Gianfranco Merli, deputato toscano democristiano si può considerare un antesignano dell’ecologismo moderno. Intuì già 50 anni fa la pericolosità dell’immissione non disciplinata di sostanze inquinanti nell’ambiente, stabilendo autorizzazioni, soglie di concentrazione, sanzioni penali ed amministrative. Negli anni la normativa ha avuto vari aggiornamenti fino al Testo Unico Ambientale del 2006 che è stato recepito immediatamente anche dalla Regione Sicilia.

Partendo dal principio del “chi inquina, paga” si fissò una volta per tutte una linea di condotta irreversibile per la difesa del suolo, la tutela delle acque, la lotta alla desertificazione, la bonifica dei siti inquinati.


 

Le falde freatiche ed artesiane per fortuna esistono numerose nel territorio di Castellammare del Golfo, ma essendo a contatto diretto con gli strati superiori del terreno, anche l’acqua è soggetta all’inquinamento.

Cosa si dovrebbe fare per proteggere l’ambiente e godere delle piscine?

Semplicemente dotarsi di un sistema di declorazione (vasca di accumulo e contatore) prima che le acque delle piscine - che sono considerate dalla legge reflui industriali o urbani – vengano sversate nel terreno, nei fiumi, nel sistema fognario o negli impianti Imhoff. Il costo è irrisorio se rapportato al costo di una piscina. A quel punto le acque depurate possono essere usate anche per irrigare il giardino, l’orto.

E allora perché non viene installato?

Beata ignoranza dei Costruttori e dei Controllori.


 

Paola Prizzi