Mafia e ortofrutta, la Cassazione rigetta il terzo ricorso dei marsalesi Antonio e Massimo Sfraga
Dopo quindici anni di processi e due annullamenti con rinvio della Cassazione, la quinta sezione della Suprema Corte ha rigettato il terzo ricorso dei fratelli Antonio e Massimo Antonino Sfraga, rispettivamente di 59 e 53 anni, imputati per concorrenza sleale nei trasporti su gomma verso i mercati ortofrutticoli campani. Si chiude così la lunga storia processuale, che ha visto gli Sfraga condannati a tre anni di carcere.
Pena, per altro, già scontata. La Cassazione ha, quindi, ritenuto attendibile il collaboratore di giustizia Costa, in quanto già reputato tale nella sentenza che aveva condannato per fatti analoghi Gaetano Riina. Questo, però, secondo l’avvocato difensore Diego Tranchida, che ha assistito i due fratelli insieme ai colleghi Bonsignore e Pansini, “con grave violazione della regola del giusto processo perché sottrae al contraddittorio della difesa chi accusa”. Per questo motivo, la difesa degli Sfraga ha annunciato che ricorrerà alla Corte europea di Strasburgo. Nel luglio 2022, la prima sezione della Cassazione aveva annullato, per la seconda volta, con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello di Napoli, la sentenza che nel febbraio 2021 aveva visto la conferma della condanna, per “illecita concorrenza con minaccia o violenza”, a tre anni di carcere ciascuno per i fratelli Sfraga. I due commercianti erano rimasti coinvolti nell’indagine sulla “mafia nel trasporto dell’ortofrutta”, condotta dalla Dia di Roma e dalla Squadra mobile di Caserta e che il 10 maggio 2010 consentì, con 68 arresti, lo smantellamento di un “asse criminale” camorra-mafia che, secondo l’accusa, imponeva il monopolio dei trasporti su gomma ai commercianti che operano nel settore dei prodotti ortofrutticoli.
Per gli inquirenti, gli Sfraga, grossisti dell’ortofrutta nel versante sud marsalese (zona Strasatti-Petrosino), sarebbero stati, nel settore, il trait d’union tra la camorra e Cosa Nostra. Il processo d’appello bis era stato ordinato dalla Cassazione oltre sei anni fa. La Suprema Corte, infatti, annullò la precedente sentenza con “rinvio” ad altra sezione della Corte d’appello di Napoli. Ad essere annullata, per un nuovo processo, fu la sentenza con cui, il 7 gennaio 2014, i giudici d’appello napoletani (quinta sezione) avevano confermato la condanna a tre anni di carcere ciascuno inflitta, il 27 gennaio 2012, dal gup campano Alberto Cairo.
Antonio e Massimo Sfraga, ex ras locali nel settore del trasporto dell’ortofrutta verso i mercati campani e laziali, furono condannati insieme ad altre trenta persone coinvolte nell’operazione condotta dalla Dia di Roma e dalla Squadra mobile di Caserta che il 10 maggio 2010 consentì, con 68 arresti, lo smantellamento di un “asse criminale” camorra-mafia che, secondo l’accusa, imponeva il monopolio dei trasporti su gomma ai commercianti che operano nel settore dei prodotti ortofrutticoli.