Dopo tre anni di trattative, tensioni sindacali e un contenzioso finito anche nelle aule del Tribunale, all'ATM Trapani arriva il via libera al nuovo contratto integrativo aziendale. Il 93% dei lavoratori ha approvato, attraverso un referendum, l'accordo di secondo livello sottoscritto lo scorso 22 giugno tra l'azienda e le organizzazioni sindacali, aprendo quella che sia i rappresentanti dei lavoratori sia i vertici della società definiscono una nuova fase nelle relazioni industriali.
L'intesa riguarda i dipendenti della società partecipata al 100% dal Comune di Trapani e introduce una serie di novità sul piano economico e normativo. Tra le misure principali figurano l'istituzione del premio di risultato, che potrà variare da 1.500 a 3.500 euro annui in base agli obiettivi raggiunti, un'indennità di 8 euro per ogni giornata di effettiva presenza, convertibile in buoni pasto elettronici, nuove indennità per il personale amministrativo e tecnico, incentivi per gli autisti che effettuano la vendita dei biglietti a bordo e maggiori tutele in materia di formazione, visite mediche e permessi retribuiti.
Soddisfazione viene espressa anche dai vertici aziendali. "A conclusione di un articolato confronto durato diversi mesi con tutte le sigle sindacali, si è finalmente raggiunto l'accordo sul contratto di secondo livello per i lavoratori di ATM Trapani", dichiara il presidente del Consiglio di amministrazione Francesco Murana, che ringrazia le organizzazioni sindacali e sottolinea il contributo fornito dal consulente Franco Manzo e dal direttore generale nel corso delle trattative.
"L'accordo rappresenta una decisiva svolta verso la normalizzazione, in termini positivi, dei rapporti fra azienda e lavoratori", aggiunge Murana.
Per la vicepresidente Laura Montanti e il consigliere Massimo Valenti, l'intesa arriva "proprio nel momento in cui la città è chiamata a un nuovo approccio alla viabilità e all'utilizzo dei mezzi pubblici".
L'ATM continua a fare i conti con una cronica carenza di conducenti, mentre è impegnata nella riorganizzazione del servizio in vista dell'entrata a regime del Bus Rapid Transit (BRT), il progetto destinato a ridisegnare la mobilità cittadina. A questo si aggiungono le questioni economiche legate ai costi del nuovo sistema di trasporto e alle stime sulle future perdite derivanti dalla riorganizzazione della sosta e della viabilità, temi che negli ultimi mesi hanno alimentato anche il confronto politico tra il Comune e i vertici della partecipata.
L'approvazione del contratto arriva inoltre in una fase particolarmente delicata per la società che gestisce il trasporto pubblico urbano. Negli ultimi mesi l'ATM è stata al centro di un duro confronto con alcune sigle sindacali, culminato con la sentenza del Tribunale del Lavoro che ha riconosciuto una condotta antisindacale dell'azienda per l'esclusione di alcune organizzazioni dal tavolo delle trattative. Parallelamente, però, il dialogo è ripreso proprio con l'obiettivo di arrivare a un nuovo accordo condiviso.
Il sì espresso dal 93% dei dipendenti rappresenta dunque non solo l'approvazione di un contratto atteso da anni, ma anche un segnale di ritrovata stabilità nei rapporti tra azienda e lavoratori.