Gentile Direttore di Tp24,
recentemente ho seguito con attenzione la campagna elettoralie per il Comune di Marsala. Tutti i candidati, senza eccezione, hanno promesso mari e monti per tutelare uno dei gioielli naturali più preziosi della Sicilia e del Mediterraneo: la Laguna dello Stagnone, riserva naturale orientata e sito Natura 2000.
Tutti hanno parlato di lotta al degrado, di stop alla commercializzazione selvaggia, di protezione di coste, flora e fauna. Parole belle, che hanno raccolto consensi. Ma oggi, a poche settimane dall’insediamento della nuova sindaca Andreana Patti, cosa sta realmente accadendo? Ieri ho percorso la pista ciclabile che costeggia lo Stagnone. Un luogo di una bellezza unica, con i suoi fondali bassi, le praterie di posidonia, gli uccelli migratori e le antiche saline. Eppure, ciò che ho visto contrasta drammaticamente con lo status di area protetta. Nella Riserva Naturale Orientata “Isole dello Stagnone di Marsala”, la navigazione a motore è generalmente vietata. È consentita solo con specifiche autorizzazioni o, in via eccezionale, per imbarcazioni a basso impatto ambientale (motori fino a 15 HP e pescaggio inferiore a 70 cm), proprio per tutelare le delicate biocenosi di questo ecosistema fragile.
Nelle acque interne e lungo le coste, il divieto è ancora più rigoroso: l’accesso motorizzato è ammesso solo nei canali esplicitamente autorizzati e delimitati, riservati principalmente a pescatori professionali locali, traghetti commerciali e mezzi di soccorso. Nelle aree di balneazione delimitate con boe e cime (dove permesse dal Comune o dai concessionari), l’accesso a qualsiasi mezzo a motore è assolutamente vietato, per ovvie ragioni di sicurezza e tutela ambientale.
Lo Stagnone non è un porto turistico, né un playground per motoscafi. E invece? È pieno di barche a motore di ogni dimensione – anche di grossa cilindrata – che sfrecciano, arrivano a riva incuranti dei bagnanti, ormeggiano ovunque come se fosse un molo privato. Motori rombanti, onde che disturbano la fauna, possibili scarichi e inquinamento acustico in un ecosistema che dovrebbe essere silenzioso e protetto.
Questa non è “vita della laguna”. È un abuso sistematico che rischia di trasformare una riserva naturale in un luna park incontrollato. Sindaca Patti, lei che in campagna elettorale ha messo al centro ambiente, legalità e valorizzazione sostenibile del territorio: cosa intende fare concretamente? Quali misure urgenti saranno adottate per far rispettare il regolamento della Riserva? Ci saranno controlli effettivi, sanzioni e una comunicazione chiara ai cittadini e ai turisti? Lo Stagnone non è solo un luogo di bellezza: è patrimonio di tutti i marsalesi e di tutta la Sicilia. Merita di essere protetto davvero, non solo a parole durante la campagna elettorale. Chi ama questo territorio non può più accettare che le regole valgano solo per alcuni. È tempo di fatti.
Franco Macchina