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16/07/2026 12:05:00

L'assalto alla costa di Favignana. Il Comitato diffida Comune, Regione e altri enti

Dopo mesi di denunce e battaglie sulle centinaia di richieste di concessioni demaniali e sul rischio di un "assalto" alla costa di Favignana, il Comitato "Salviamo lo Stornello e le Egadi" passa alle vie legali.

 

 È stata notificata una diffida e messa in mora al Comune di Favignana, alla Regione Siciliana, alla Soprintendenza e agli altri enti competenti per chiedere di fermare quello che i cittadini definiscono un uso illegittimo del silenzio-assenso e un'eccessiva pressione autorizzativa su uno dei territori più delicati della Sicilia.

 

Per il Comitato, il rischio è che tanti piccoli interventi – chioschi, strutture stagionali, concessioni demaniali e manufatti lungo la costa – finiscano per modificare in modo permanente il paesaggio e gli ecosistemi delle Egadi. Una battaglia che TP24 racconta da mesi e che ora approda sul piano legale.

Assistito dall'avvocato Oscar Ferreri, il Comitato ha notificato una diffida e messa in mora al Comune di Favignana, all'Assessorato regionale del Territorio e dell'Ambiente, al Corpo Forestale della Regione Siciliana, alla Soprintendenza ai Beni culturali di Trapani e, per conoscenza, anche alle autorità giudiziarie e di pubblica sicurezza.

 

Nel mirino il silenzio-assenso

Il punto centrale della diffida riguarda il ricorso al silenzio-assenso nelle procedure autorizzative. Secondo il Comitato, in aree sottoposte ai vincoli della Rete Natura 2000, dell'Area Marina Protetta delle Egadi e del Piano Paesaggistico, la normativa nazionale ed europea impone valutazioni espresse e motivate, che non potrebbero essere sostituite dal mancato parere degli enti.

Una contestazione che si inserisce nel dibattito aperto negli ultimi mesi sulle centinaia di richieste di concessione demaniale presentate sull'isola e sulla mancanza, ad oggi, del Piano Urbanistico Generale (PUG) e del Piano di 

Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM), strumenti che dovrebbero disciplinare lo sviluppo del territorio.

 

Strutture stagionali che restano tutto l'anno

Nella diffida vengono inoltre segnalate diverse strutture autorizzate come stagionali che, secondo il Comitato, non verrebbero rimosse alla fine dell'estate, trasformandosi di fatto in opere permanenti.

Le segnalazioni riguardano diverse zone dell'isola, tra cui Cala Pirreca, Cala Rotonda, Punta Marsala, Torretta, Punta Sottile, Burrone e la strada costiera di Mezzogiorno.

Secondo il Comitato, questa prassi contrasterebbe con il divieto di edificazione entro i 150 metri dalla battigia previsto dalla normativa regionale e con la giurisprudenza della Cassazione in materia di abusi paesaggistici.

 

Le altre criticità

Tra gli elementi denunciati figurano anche presunti scavi per la realizzazione di fosse Imhoff, il transito di veicoli in aree protette e possibili danni agli habitat naturali.

Per il Comitato questi interventi, sommati tra loro, rischiano di compromettere progressivamente i servizi ecosistemici della costa, dalla tutela della biodiversità alla difesa naturale della linea di battigia.

 

Le richieste

Con la diffida i cittadini chiedono controlli straordinari, il riesame delle autorizzazioni ritenute illegittime e soprattutto una moratoria sulle nuove concessioni costiere fino all'approvazione del PUG e del PUDM.

Gli enti avranno trenta giorni per rispondere.

In caso contrario, il Comitato annuncia che si rivolgerà alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e alla Commissione Europea, ipotizzando violazioni delle direttive comunitarie "Habitat" e "Uccelli".