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21/07/2026 06:00:00

Regionali siciliane, il grande risiko dei candidati: troppi nomi e poche certezze

Le elezioni regionali sono alle porte, i movimenti da campagna elettorale dentro ai partiti ci sono. Se questa competizione elettorale fosse un viaggio, parafrasando, si potrebbe dire che siamo  già in overbooking. Troppi candidati, le liste hanno  esaurito i posti, almeno per la parte maschile.

 

 

Cosa si muove

Dentro Fratelli d’Italia si parte dall’uscente Beppe Bica, che copre l’area dell’agroericino, Nicola Catania dovrebbe essere ricandidato, a completare la terna dei tre uomini c’è Paolo Torrente, che ha già ricevuto l’investitura da parte di Gaetano Galvagno, presidente dell’ARS. Torrente è il suo punto di riferimento in provincia di Trapani.

In Forza Italia c’è il segretario provinciale, Toni Scilla, che riprova la candidatura avendola, per un soffio, persa cinque anni fa. Pronto anche il sindaco di Valderice Francesco Stabile, voci sempre più insistenti danno per candidato in lista azzurra l’attuale presidente di Airgest, Salvatore Ombra. Ma in quella lista dovrebbe pure trovare spazio o l’uscente Stefano Pellegrino, che però punta alle elezioni nazionali, ovvero Enzo Sturiano, che stavolta esclude candidature a perdere e messe in piedi in poco tempo.

 

Nel Pd largo all’uscente Dario Safina. La lista è tutta da costruire, Domenico Venuti, intercettato da Tp24, ha sottolineato che non ha in programma alcuna candidatura, almeno per il momento. Insistente è la voce di una candidatura della segreteria provinciale dem Valeria Battaglia.

 

In Sud chiama Nord ci sono molto avvicinamenti, Gaspare Di Girolamo andrà in lista, lì ci sarà pure Vito Gancitano di Mazara, anche Giacomo Scala è dato in avvicinamento ma la DC potrebbe stringere un accordo con la Lega.

Nell’UDC è pronto Franco Regina, commissario provinciale del partito. Non è detto che arrivino ad allestire una lista completa e competitiva, serve il 5% su base regionale, quindi potrebbe trovare posto in altra lista.

Ad avere incontrato il leader di Sud chiama Nord, che sabato scorso ha presentato il governo di liberazione, è Salvatore Quinci, sindaco di Mazara e presidente del Libero Consorzio. De Luca pare essere stato chiaro: Quinci non può salire sul carro del vincitore a cose fatte, una scelta va fatta quasi subito. Quinci riflette.

De Luca si presenterà con due liste e metterà insieme esponenti di diversa estrazione politica, tra cui gli esuli della DC.

Nella Lega di Matteo Salvini si parte dall’assessore regionale Mimmo Turano, ma ci sono delle novità.  Eleonora Lo Curto pare avere già preso le distanze, molto corteggiata politicamente da Cateno De Luca. L’attuale assessore regionale Luca Sammartino sta dialogando con Marco Falcone(FI), eurodeputato, per una alleanza strutturata. Quindi in quel caso Turano potrebbe pure trovare spazio dentro la lista di FI per un accordo che viene preso altrove.

In Controrrente si punta su Giulia Ferro, a Trapani c’è Andrea Genco. La variabile Giacomo Tranchida potrebbe essere la sorpresa di questa tornata elettorale.

A muoversi pure per le elezioni regionali è Nicola Li Causi, uomo di Gianfranco Miccichè sul territorio trapanese. Grande Sicilia è il contenitore politico creato da Miccichè, Raffaele Lombardo e Roberto Lagalla. Cinque i candidati che ogni lista dovrà schierare.

E poi c’è Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, in ascesa di consensi.

 

 

La provocazione di Cristaldi

Ad entrare nel dibattito per le elezioni regionali è Nicola Cristaldi, già presidente dell’ARS: “Ormai da mesi sono iniziate la manovre per le candidature all'assemblea regionale siciliana. Tutti gli uscenti saranno ricandidati. Ogni deputato regionale uscente e che vuole rientrare presenti una breve relazione sul suo operato, su quali temi si è particolarmente distinto e con che risultati. Perché ne abbiamo le scatole piene di chiacchieroni”. Il suggerimento dovrebbe essere accolto sia a destra come a sinistra.

 

 

I candidati presidente

L’ area del centrodestra e quella del centrosinistra è molto affollata di nomi.

L’uscente governatore Renato Schifani è ricandidato, lo ha più volte ribadito, ma gli alleati sono freddi.

A muoversi dentro l’area del centrodestra, in particolare in Forza Italia,  ci sono Marco Falcone, che è pronto a governare l’Isola, Giorgio Mulè che non disdegnerebbe la corsa se glielo chiedessero. Fratelli d’Italia ha già manifestato la posizione politica:  se non si riparte da Schifani faranno un nome anche loro, che potrebbe essere quello della deputata nazionale, e palermitana, Carolina Varchi, ovvero quello di Alessandro Aricò, assessore regionale.  Non si esclude la candidatura di Nello Musumeci.

Sul tavolo ha messo la sua di partecipazione Saverio Romano, vicino alle posizioni di Giorgia Meloni. Una provocazione ma che potrebbe prendere piede.

 

Nel centrosinistra si parte da Ismaele La Vardera, il leader di Controcorrente non fa un passo indietro. Nel Pd prende quota la candidatura di Antonello Cracolici, attuale deputato regionale e presidente della commissione Antimafia. Il M5S lancia Nuccio Di Paola. Il movimento civico e politica “Solidali”,  nato a giugno 2026, promosso da Emiliano Abramo (presidente della Comunità di Sant'Egidio di Catania) e da amministratori locali e associazioni, potrebbe proprio lanciare la candidatura di Abramo.

 

Tutti gli schieramenti devono fare i conti con Cateno De Luca, che nel frattempo mette insieme amministratori e figure diverse su tutta l’Isola. E’ possibile pure, da indiscrezioni di palazzo, che abbia già un accordo con il centrodestra. I nomi sono tanti, la sintesi ancora molto lontana.