Calatafimi si prepara a dare l'ultimo saluto a don Giulio Scavuzzo, sacerdote che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento religioso, umano e sociale per l'intera comunità.
I funerali saranno celebrati domani, giovedì 23 luglio, alle ore 16, nella Chiesa del Santissimo Crocifisso, presieduti dal vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli.
Don Giulio Scavuzzo si è spento ieri sera nella sua città natale all'età di 90 anni.
Nato a Calatafimi, era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1960 dal vescovo Corrado Mingo nella Chiesa di San Pietro a Trapani. Soltanto poche settimane fa aveva festeggiato il 66° anniversario di ordinazione presbiterale, una vita interamente dedicata al ministero e alla comunità calatafimese.
Dal 1970 è stato arciprete della Chiesa Madre, raccogliendo l'eredità di monsignor Nicolò Bonaiuto. Durante il suo lungo ministero ha guidato la ricostruzione della Chiesa Madre dopo i danni provocati dal terremoto del Belice del 1968 e ha custodito le tradizioni religiose della città, diventando una figura centrale nella vita ecclesiale di Calatafimi.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione. Come vuole la tradizione riservata ai sacerdoti della città, le campane della Chiesa del Santissimo Crocifisso hanno suonato "a Gloria", annunciando ai fedeli la morte dello storico arciprete.
Oggi la salma sarà esposta nella Chiesa di San Michele per consentire ai cittadini di rendergli l'ultimo omaggio.
Alle ore 21 il feretro sarà accompagnato in processione nella Chiesa del Santissimo Crocifisso, dove si terrà una veglia di preghiera in attesa delle esequie.
Con la morte di don Giulio Scavuzzo si chiude una pagina importante della storia religiosa di Calatafimi.
Per oltre mezzo secolo il sacerdote ha accompagnato la comunità nei momenti di gioia e di dolore, celebrando battesimi, matrimoni e funerali, mantenendo vivo il legame con le tradizioni della città e con il Santissimo Crocifisso, di cui è stato per anni rettore e instancabile promotore delle celebrazioni religiose.