Mutui, prestiti, finanziamenti e cartelle. La crisi economica delle famiglie passa sempre più spesso dalle aule dei tribunali. Dopo il caso della famiglia trapanese schiacciata da 239 mila euro di debiti, un'altra vicenda racconta quanto il sovraindebitamento stia diventando una realtà anche per chi ha un lavoro stabile.
Il Tribunale di Trapani ha infatti omologato il piano di ristrutturazione dei debiti presentato da una docente della provincia, consentendole di riorganizzare un'esposizione debitoria di oltre 141 mila euro attraverso un piano di rientro che si svilupperà nell'arco di quasi undici anni.
Una docente con oltre 141 mila euro di debiti
Secondo il piano depositato davanti al Tribunale, la donna ha accumulato 141.585 euro di debiti nei confronti di banche, società finanziarie e amministrazioni pubbliche.
Tra i creditori figurano l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, il Comune di Valderice, l'ACI e diversi istituti di credito, tra cui Barclays, Compass, Banca Popolare Pugliese, Banca del Fucino e Intesa Sanpaolo.
La ricorrente è una docente del Ministero dell'Istruzione e del Merito, con un reddito annuo che negli ultimi anni si è mantenuto intorno ai 30 mila euro. Vive con un familiare e dispone come patrimonio di un appartamento e di un'autovettura.
Le cause della crisi
Nel ricorso si spiega che il sovraindebitamento non sarebbe derivato da comportamenti fraudolenti, ma da una serie di circostanze personali e familiari.
Tra le cause vengono indicati problemi di salute, difficoltà personali e il progressivo ricorso al credito, che ha finito per creare uno squilibrio stabile tra il reddito disponibile e le obbligazioni assunte. Le spese necessarie al mantenimento del nucleo familiare assorbono infatti una parte consistente dello stipendio, mentre il resto viene destinato al pagamento dei finanziamenti contratti nel tempo.
Il piano: 600 euro al mese per quasi undici anni
Per uscire dalla situazione debitoria, la docente ha proposto di versare 600 euro al mese alla procedura.
Il piano avrà una durata di 10 anni e 9 mesi e consentirà di mettere a disposizione dei creditori circa 77 mila euro. Saranno soddisfatti integralmente i crediti prededucibili, quelli ipotecari e privilegiati, mentre i creditori chirografari riceveranno quanto residuerà secondo il piano approvato.
Il Tribunale: piano sostenibile
Con la sentenza depositata nei giorni scorsi, il giudice Anna Loredana Ciulla ha ritenuto il piano attendibile, sostenibile e coerente rispetto alla situazione patrimoniale ed economica della ricorrente.
Il Tribunale ha inoltre escluso che la debitrice abbia determinato il proprio stato di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode, osservando che non sussistono le condizioni ostative previste dal Codice della crisi d'impresa. Anche la durata del piano, pur particolarmente lunga, è stata giudicata proporzionata alla capacità di rimborso della ricorrente. Per queste ragioni il piano è stato omologato.
Un fenomeno che cresce
Quello deciso dal Tribunale di Trapani è soltanto uno dei casi emersi nelle ultime settimane. Le procedure di ristrutturazione dei debiti del consumatore, introdotte per consentire alle persone fisiche di rientrare dai debiti senza essere travolte da pignoramenti ed esecuzioni, stanno diventando sempre più frequenti.
Dietro questi provvedimenti non ci sono soltanto imprenditori in difficoltà, ma anche lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie che, tra mutui, prestiti personali e carte di credito revolving, non riescono più a sostenere il peso delle rate.
La documentazione della procedura è pubblicata sul sito del Tribunale di Trapani, nella sezione dedicata alle procedure di ristrutturazione dei debiti del consumatore.