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24/07/2026 15:41:00

Acqua contaminata a Trapani, il Comune cerca il "punto zero"

Il Comune sa che l'acqua è contaminata, ma non sa ancora perché e cerca ancora il "punto zero" della contaminazione. 

 

Più che un'ordinanza di divieto, quella firmata dal sindaco Giacomo Tranchida è il documento con cui il Comune ammette di non conoscere ancora l'origine dell'inquinamento della rete idrica. 

L'acqua è stata dichiarata non idonea al consumo umano in otto strade della città, ma le verifiche sono ancora in corso, le condotte vengono isolate una dopo l'altra e il perimetro dell'emergenza continua ad allargarsi.

 

Dalle segnalazioni alle analisi

L'ordinanza, annunciata dal sindaco negli scorsi giorni, ricostruisce, passo dopo passo, l'evoluzione di una vicenda che, nelle ultime settimane, è passata dalle segnalazioni dei cittadini alle conferme dei laboratori. 

 

Tutto parte dai numerosi esposti arrivati al Comune e agli amministratori condominiali, che denunciavano acqua torbida e maleodorante nella zona compresa tra piazza XXI Aprile, via Nausicaa, via Nicolò Fabrizi, via Dei Mille, via Luigi Bassi e via Dalmazia. 

Da lì sono scattati i sopralluoghi con il Dipartimento di Prevenzione dell'Asp e i primi campionamenti, che hanno evidenziato "gravi non conformità" dell'acqua destinata al consumo umano in alcune abitazioni. Una conferma che ha trasformato i sospetti in una vera emergenza sanitaria.

 

Ma è soprattutto ciò che il provvedimento non riesce ancora a spiegare a renderlo significativo. 

Per ben due volte il testo precisa che le misure vengono adottate "nelle more dell'individuazione delle cause". Una formula amministrativa che, tradotta, significa una cosa sola: il Comune sa che la rete è contaminata, ma non conosce ancora il punto da cui l'inquinamento ha avuto origine.

 

Per questo, la strategia scelta è quella del progressivo isolamento della rete. Le prese idriche vengono chiuse in via cautelativa dove arrivano le segnalazioni e le condotte vengono sezionate per restringere il campo delle verifiche. 

Intanto proseguono i campionamenti, sia lungo la rete di distribuzione sia nelle abitazioni vicine, con l'obiettivo di individuare quello che, di fatto, è diventato il "punto zero" della contaminazione.

 

Otto strade senza acqua potabile

L'ordinanza dispone così il divieto di utilizzo dell'acqua per uso potabile in via Nicolò Fabrizi, via Luigi Bassi nel tratto tra via Nino Bixio e via Dei Mille, via Dei Mille, via Nausicaa, via Dalmazia, via Beltrami, nel tratto di via San Calvino tra via Archi e via Beltrami e in parte di via Archi. Il provvedimento resta in vigore fino a nuova revoca.

 

Autobotti e imprese al lavoro

Il documento fotografa anche la risposta operativa messa in campo dal Comune. 

È stato attivato un servizio sostitutivo di distribuzione dell'acqua tramite autobotti affidato alla ditta Palma Autospurghi, mentre all'impresa Italscavi è stato dato mandato di eseguire tutti gli interventi indicati dai tecnici del Servizio Idrico Integrato per eliminare i possibili focolai di inquinamento.

Segno che l'amministrazione considera la situazione sufficientemente grave da mobilitare mezzi e imprese ancora prima di avere individuato con certezza la causa del problema.

 

L'ordinanza, insomma, non è soltanto un elenco di divieti. È il documento che certifica due fatti destinati a segnare le prossime settimane: la contaminazione della rete è ormai accertata dai controlli di laboratorio, ma la sua origine resta ancora sconosciuta. 

E finché quel "punto zero" non sarà individuato, ogni nuova segnalazione potrà tradursi nell'estensione del perimetro dell'emergenza, in ulteriori ordinanze e in nuovi tratti di città costretti a rinunciare all'acqua del rubinetto.