Il cortometraggio “Madres” del regista Giacomo Bonagiuso diventa occasione di riflessione sul tema della disabilità e sul ruolo della cultura come strumento di inclusione. A sottolinearlo è il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che ha espresso il proprio apprezzamento per il progetto cinematografico e per il percorso del laboratorio teatrale da cui nasce.
«Il cortometraggio “Madres” è un appello alla nostra coscienza, individuale e collettiva – afferma Quinci –. Affronta un tema, quello della disabilità, che porta ancora con sé un fardello fatto di indifferenza, retorica interessata, stereotipi e, spesso, di una burocrazia incapace di comprendere realmente le storie delle persone».
Dare voce a chi resta ai margini
Secondo il presidente del Libero Consorzio, il valore dell’opera sta nella capacità di raccontare realtà spesso nascoste e restituire dignità a esperienze troppo frequentemente ignorate.
«Sono voci senza voce, chiuse da un cordone sanitario culturale che tende a marginalizzare e confinare – spiega Quinci –. “Madres” rappresenta invece un contributo alla comprensione e alla solidarietà, senza ricorrere alla compassione superficiale, quella della lacrima breve e passeggera».
Un racconto che, attraverso il linguaggio artistico, riesce a superare gli stereotipi: «Colpisce allo stomaco, ma con eleganza e sapienza, con conoscenza e con la magia delle immagini e delle parole che riescono a svelare mondi che ci sono accanto ma che spesso non riusciamo o non vogliamo vedere».
Il sostegno del Libero Consorzio al progetto culturale
Il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha sostenuto la realizzazione di “Madres” attraverso la concessione di un patrocinio oneroso, riconoscendo nel progetto una piena coerenza con le proprie linee programmatiche.
«Abbiamo voluto partecipare alla realizzazione di “Madres” – dall’idea al progetto fino alla produzione – perché la sua identità rientra nelle politiche culturali dell’Ente: una crescita culturale che nasce dalla società e nella società si sviluppa, coinvolgendo il territorio e valorizzando la nostra terra».
Il territorio protagonista oltre la logica della cartolina
Quinci pone l’accento anche sul rapporto tra cinema e valorizzazione dei luoghi: «Una valorizzazione vera dei territori, quasi dei miti, che supera la logica della cartolina e dello spot per trasformare il paesaggio in uno spazio narrante di esperienze autentiche e complesse».
L’opera, quindi, non racconta soltanto una storia, ma diventa occasione per mostrare una Sicilia diversa, fatta di persone, relazioni e percorsi umani.
Il laboratorio teatrale degli attori-non attori
Al centro della visione culturale di Bonagiuso c’è anche il laboratorio teatrale degli “attori-non attori”, esperienza che ha coinvolto le protagoniste del cortometraggio e che rappresenta un modello di partecipazione e inclusione.
«“Madres” coltiva un pensiero lungo del regista – sottolinea Quinci –. Il laboratorio teatrale è un metodo che non lascia nulla all’improvvisazione, ma mette gli strumenti del teatro e della recitazione a disposizione di tutti».
Un dialogo da rafforzare con scuole e comunità
Per il presidente del Libero Consorzio questa esperienza deve essere sostenuta e ulteriormente sviluppata: «Un laboratorio che va sostenuto, lasciandogli la massima libertà di movimento. È un’opportunità che deve essere sfruttata di più e meglio, aprendo un dialogo ancora più diretto e costruttivo con le scuole e con le nostre comunità».
Con “Madres”, dunque, cinema e teatro diventano strumenti di consapevolezza sociale, capaci di promuovere inclusione, partecipazione e una nuova idea di cultura legata al territorio.