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28/07/2026 10:09:00

Porto di Trapani, Quinci: “Serve una cabina di regia permanente”

Il porto di Trapani può diventare uno dei principali snodi logistici, commerciali ed energetici del Mediterraneo. Ma per farlo servono infrastrutture, investimenti, una strategia condivisa e soprattutto una regia stabile capace di mettere insieme istituzioni e imprese.

 

È il messaggio del presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che interviene nel dibattito sul futuro dello scalo e accoglie la proposta lanciata da Gaspare Panfalone, presidente della Riccardo Sanges & C., di organizzare in autunno un grande appuntamento nazionale dedicato allo sviluppo del porto.

 

“Il porto ha bisogno di infrastrutture”

Secondo Quinci, il porto di Trapani non può essere considerato isolatamente, ma deve rientrare in una strategia più ampia per lo sviluppo dell’intera provincia.

“Il porto è un’infrastruttura che ha bisogno di infrastrutture”, afferma il presidente del Libero Consorzio, richiamando alcuni dei principali dossier aperti sul territorio: la bretella autostradale Birgi-Mazara del Vallo, il recupero della linea ferroviaria Palermo-Trapani via Milo, il possibile collegamento della A29 con il bacino marmifero di Custonaci e il riordino della viabilità secondaria.

Per Quinci, le infrastrutture rappresentano “le fondamenta di un progetto di crescita” e devono essere moderne, efficienti e condivise.

 

Il Mediterraneo torna centrale

Il ragionamento parte anche dai nuovi equilibri internazionali.

Secondo Quinci, i conflitti, i cambiamenti nelle rotte commerciali e le nuove dinamiche energetiche stanno riportando il Mediterraneo al centro degli interessi economici e geopolitici.

In questo scenario, Trapani potrebbe assumere un ruolo più rilevante nella logistica, nel traffico crocieristico e nelle filiere dell’energia.

 

La proposta di Panfalone

L’intervento di Quinci arriva dopo la proposta di Gaspare Panfalone, che, a seguito della puntata di Linea Blu – Porti d’Italia, ha chiesto di organizzare un incontro nazionale con Governo, Regione, Autorità portuale, imprese, università e operatori della logistica per costruire una strategia comune sul futuro dello scalo.

Quinci dice di condividere il metodo indicato da Panfalone: investimenti privati accompagnati dall’impegno e dal sostegno pubblico.

Il Libero Consorzio, assicura, è pronto a mettere a disposizione i propri strumenti per contribuire all’organizzazione dell’iniziativa.

 

Una cabina di regia permanente

La proposta del presidente del Libero Consorzio va però oltre il singolo evento.

Quinci immagina una cabina di regia permanente collegata al Piano strategico provinciale, attualmente in fase di elaborazione con il supporto di KPMG.

Questo organismo dovrebbe monitorare gli interventi, stabilire le priorità, mediare tra i diversi soggetti coinvolti e costruire un’azione comune per attrarre finanziamenti.

Il nodo, infatti, sarà sempre più quello delle risorse. L’accesso ai fondi pubblici, sottolinea Quinci, è ormai diventato competitivo e richiede competenze tecniche, capacità progettuale e una rappresentanza territoriale forte.

 

La sfida del Piano strategico

Il Libero Consorzio vuole proporsi come punto di raccordo istituzionale per lo sviluppo della provincia.

Il Piano strategico, nelle intenzioni di Quinci, non dovrà essere soltanto un documento, ma uno strumento da governare nel tempo, costruito coinvolgendo enti, imprese e comunità locali.

L’obiettivo dichiarato è evitare che i singoli progetti procedano separatamente e fare in modo che porto, viabilità, ferrovia, area industriale e collegamenti territoriali entrino in un’unica visione.

“Il territorio trapanese, anche con la spinta del porto, può davvero scrivere una nuova pagina di storia siciliana e nazionale”, conclude Quinci.