Continua il dibattito sulla rimozione delle panchine e degli arredi da Piazza Matteotti (Porta Mazara), a Marsala. Dopo le polemiche dei giorni scorsi e le spiegazioni fornite dall'amministrazione comunale, interviene anche il Partito della Rifondazione Comunista – Circolo "E. Berlinguer" di Marsala, che critica sia il metodo seguito dall'amministrazione sia l'impostazione delle scelte adottate.
In una nota, il circolo afferma di voler affrontare la questione "con più chiarezza sugli avvenimenti", sostenendo che ormai il tema riguarda non soltanto la modifica dell'arredo urbano, ma una più ampia visione della città e del modo di amministrarla.
"Un modello di governo verticistico"
Secondo Rifondazione Comunista, la vicenda evidenzierebbe "un modello di governo verticista e monocratico", nel quale le decisioni verrebbero assunte senza un confronto preventivo con la cittadinanza e, secondo quanto sostenuto nella nota, anche con il Consiglio comunale.
Il partito precisa di non voler entrare nel merito del completamento della giunta comunale, ma ritiene più significativo soffermarsi sul metodo con cui vengono assunte le decisioni amministrative.
"La sicurezza è un problema, ma non si risolve togliendo le panchine"
Nella nota viene riconosciuto che il tema della sicurezza a Marsala esiste e che fenomeni come lo spaccio di droga e il degrado urbano rappresentano criticità reali.
Tuttavia, per Rifondazione Comunista, la rimozione delle panchine e degli altri elementi di arredo urbano rappresenta una risposta sbagliata.
Secondo il circolo, si tratta di un modello che finisce per penalizzare l'intera comunità, privando cittadini e visitatori di uno spazio pubblico senza offrire un'alternativa di riqualificazione.
La scelta viene definita un esempio di "architettura ostile", mentre i vasi collocati sulle gradinate della cosiddetta "piramide", poi vandalizzati e successivamente rimossi, vengono indicati come un ulteriore esempio di questo approccio.
"Così il problema si sposta soltanto"
Secondo Rifondazione Comunista, eliminare panchine e gradinate non risolve il problema della criminalità o dei comportamenti illeciti.
"Gli assembramenti e i comportamenti illeciti non scompaiono rimuovendo una panchina. Al più si spostano", sostiene il partito, che si chiede se l'obiettivo sia quello di rimuovere progressivamente gli arredi urbani da tutte le piazze della città oppure costruire un modello di sicurezza fondato sulla prevenzione, sulla partecipazione e sulla presenza della comunità.
"Si presentino i progetti"
Il circolo prende atto dell'annuncio, arrivato dall'amministrazione dopo le polemiche, di un progetto di riqualificazione della piazza, ma osserva che finora non sono stati resi noti dettagli concreti.
Per questo chiede che eventuali progetti vengano illustrati pubblicamente, indicando risorse disponibili, tempi di realizzazione e obiettivi dell'intervento, così da consentire un confronto basato sui contenuti e non sulle polemiche sui social network.
"Gli spazi pubblici vanno restituiti alla collettività"
La nota si conclude con una riflessione sul rapporto tra sicurezza e utilizzo degli spazi urbani.
Per Rifondazione Comunista, criminalità e comportamenti antisociali si contrastano "restituendo i luoghi alla collettività, promuovendo socialità, presenza e partecipazione".
"Gli spazi pubblici vanno vissuti, non svuotati. È la vita della comunità che sottrae terreno al degrado e all'illegalità", conclude il documento firmato dalla segreteria del Circolo "E. Berlinguer" di Marsala.