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29/07/2026 11:37:00

Trapani, liste d'attesa e prestazioni garantite: Ciminnisi incalza Asp

Le liste d'attesa tornano al centro del dibattito in provincia di Trapani. 

La deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi ha presentato un'istanza di accesso agli atti all'Asp di Trapani per verificare come venga applicato il sistema delle "prestazioni garantite", previsto per i casi in cui il servizio sanitario pubblico non riesca a rispettare i tempi massimi di erogazione di visite ed esami. 

Intanto, domani, giovedì 30 luglio, il Movimento 5 Stelle sarà davanti all'ospedale Sant'Antonio Abate con la campagna regionale "Sanità X Tutti", per raccogliere le segnalazioni di cittadini e operatori sanitari.

 

L'iniziativa arriva in un momento in cui il tema delle liste d'attesa continua ad alimentare il dibattito in tutta la Sicilia e anche nel Trapanese, dove negli ultimi mesi non sono mancate polemiche sulle difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, sulla carenza di personale e sui ritardi nell'organizzazione di alcuni servizi. Più volte la stessa Ciminnisi è intervenuta sulle criticità dell'Asp di Trapani, dalla vicenda della stabilizzazione dei precari fino ai ritardi nella realizzazione della radioterapia e alle problematiche organizzative dell'azienda sanitaria. 

 

Cosa sono le "prestazioni garantite"

Al centro dell'iniziativa parlamentare c'è uno strumento che, secondo la deputata, è ancora poco conosciuto dai cittadini.

"Approvato nel dicembre 2024 e destinato, sulla carta, a tutelare i cittadini quando le liste d'attesa istituzionali sono sature, il meccanismo consente di attivare, tramite i cosiddetti percorsi di tutela, visite ed esami in libera professione intramuraria o presso privati accreditati, con i costi a carico dell'Azienda sanitaria. È quindi possibile non pagare di tasca propria una visita specialistica o un esame quando la lista d'attesa pubblica è satura. Ma quanti cittadini conoscono questo percorso? Quanti sanno come accedervi? Quanti lo hanno già fatto?", afferma Ciminnisi.

 

La procedura rientra nelle misure introdotte a livello nazionale per contrastare le liste d'attesa. La normativa prevede che, se una prestazione non può essere erogata entro i tempi stabiliti dalla classe di priorità indicata dal medico prescrittore, l'Azienda sanitaria debba attivare un percorso alternativo, anche attraverso l'attività libero-professionale intramoenia o le strutture private accreditate, senza costi aggiuntivi per il cittadino oltre all'eventuale ticket previsto. 

Con l'accesso agli atti, la parlamentare intende verificare quanti utenti abbiano usufruito di questo strumento, come venga pubblicizzato dall'Asp e quali procedure siano concretamente adottate dall'azienda sanitaria trapanese.

 

Domani il presidio davanti al Sant'Antonio Abate

L'iniziativa si inserisce nella mobilitazione regionale "Sanità X Tutti", promossa dal Movimento 5 Stelle in tutti gli ospedali siciliani.

Domani mattina il presidio farà tappa davanti all'ospedale Sant'Antonio Abate di Trapani.

"Saremo davanti al Sant'Antonio Abate in maniera assolutamente pacifica e propositiva per raccogliere le testimonianze dei trapanesi – dice Ciminnisi –. Vogliamo che chi ha vissuto un'attesa infinita, o non ha mai saputo di poter accedere a una prestazione garantita, venga a raccontarlo. Saranno queste storie, insieme alle denunce dei cittadini e del personale sanitario, a trasformarsi in atti parlamentari o in istanze rivolte alla direzione generale dell'Asp di Trapani".

L'obiettivo, spiega la deputata, è raccogliere elementi concreti per trasformare le segnalazioni in iniziative istituzionali.

"Solo mettendo insieme le voci di chi la sanità la vive ogni giorno possiamo pretendere che il diritto alla salute pubblica sia effettivamente garantito".

 

Le liste d'attesa rappresentano uno dei principali problemi della sanità italiana e siciliana. Negli ultimi mesi il Governo nazionale ha varato nuove misure per accelerare visite ed esami, mentre la Regione Siciliana ha chiesto alle aziende sanitarie di rafforzare i percorsi di tutela previsti dalla normativa.

Resta però un nodo evidenziato dalla deputata del Movimento 5 Stelle: molti cittadini non conoscono l'esistenza di questo diritto e, di conseguenza, finiscono spesso per rinunciare alle cure o rivolgersi al privato pagando interamente di tasca propria, senza sapere che, in determinate condizioni, la prestazione potrebbe essere garantita a carico del servizio sanitario.