La Sicilia continua a essere un grande set cinematografico. Ma questa volta, oltre alle scogliere, ai borghi e ai tramonti buoni per ogni inquadratura, ci sono anche i finanziamenti.
La Regione ha approvato la graduatoria dei progetti cinematografici e audiovisivi da cofinanziare nel 2026: 21 produzioni, per uno stanziamento complessivo di 5.604.232,62 euro.
Tra i beneficiari c’è anche “Makari 5”, la nuova stagione della serie televisiva ambientata nel Trapanese, che riceverà quasi un milione di euro. Non ce la fa, invece, il cortometraggio “Alcamo, 1975”, rimasto sotto la soglia minima prevista dal bando.
Quasi un milione di euro per “Makari 5”
Il progetto presentato da Palomar per la quinta stagione di “Makari” ha ottenuto un punteggio complessivo di 84,7 punti. Il costo di produzione dichiarato supera i 9,4 milioni di euro, mentre il contributo regionale concedibile è pari a 983.739,84 euro.
Si tratta del finanziamento più alto tra gli undici film, film televisivi e serie ammessi. Una conferma del peso assunto dalla produzione, che negli ultimi anni ha trasformato San Vito Lo Capo, Macari e diversi luoghi della provincia di Trapani in scenari televisivi conosciuti in tutta Italia.
Per la provincia è anche un ritorno economico concreto: troupe, strutture ricettive, ristorazione, trasporti, comparse e maestranze. Il cinema, insomma, non vive soltanto di primi piani.
“Alcamo, 1975” non supera la selezione
Esito negativo, invece, per il cortometraggio “Alcamo, 1975”, presentato dalla società Megadrago.
Il progetto ha ottenuto 63,8 punti, meno dei 65 necessari per l’ammissione. Dalla graduatoria emerge anche il mancato raggiungimento del punteggio minimo nella sezione dedicata alla solidità economica e finanziaria della produzione.
Il cortometraggio non rientra quindi tra i beneficiari del contributo regionale.
Diversa è la situazione del documentario “Il respiro dei mulini”, presentato da Factory Film. Il progetto è stato giudicato ammissibile, con 79 punti, ma non riceverà il contributo richiesto di 35 mila euro perché le risorse disponibili per la categoria si sono esaurite prima di raggiungere la sua posizione in graduatoria.
Una bocciatura tecnica nel primo caso, dunque; una promozione senza soldi nel secondo. Nel cinema, come nella vita amministrativa, anche i titoli di coda hanno le loro sfumature.
Gli undici film e serie finanziati
Per film, film televisivi e serie la Regione destina complessivamente 5.076.653,29 euro.
Oltre a “Makari 5”, saranno cofinanziati:
“Island of Dreams”, con 599.447,95 euro; “Falsi d’autore”, con 437.542,16 euro; “Il tempo della vita nuova”, con 434.889,66 euro; “Una vita un giorno”, con 57.839,72 euro; “Alfonso e Sofia”, con 423.344,95 euro; “Enrico Mattei, il gigante”, con 422.299,65 euro; “Il fantastico mondo”, con 463.646,92 euro; “Una rotonda sul mare”, con 365.156,79 euro; “Dream”, con 217.142,86 euro; e “La terra dell’estate”, con 671.602,79 euro.
Otto documentari e due cortometraggi
Ai documentari e alle serie documentarie vanno complessivamente 498.995,42 euro.
I progetti finanziati sono “La rivoluzione dei grembiuli”, “Quelli della saletta Milani”, “Convertitevi”, “I segreti dei Bronzi di Riace”, “Le sette porte – Vita e morte di Ludovico Corrao”, “Swordfish”, “Totò, inseguendo un goal” e “Donne di Sicilia”.
Quest’ultimo riceverà soltanto una parte del contributo richiesto: 25.685,13 euro sui 150 mila domandati, cioè la somma rimasta disponibile dopo lo scorrimento della graduatoria.
Per i cortometraggi sono stati stanziati 28.583,91 euro: 15 mila euro andranno a “Mr. Lonely”, mentre “Ricino” riceverà 13.583,91 euro.
Il cinema come investimento sul territorio
Il bando rientra in un programma da 15 milioni di euro per il triennio 2025-2027, finanziato attraverso il Fondo sviluppo e coesione.
Le produzioni beneficiarie dovranno coinvolgere maestranze tecniche e artistiche locali e spendere in Sicilia una somma pari ad almeno il 150 per cento del contributo ricevuto.
L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare le produzioni audiovisive in occasioni di lavoro e promozione turistica, evitando che la Sicilia venga utilizzata soltanto come una bellissima scenografia da salutare una volta smontato il set.