Tiene banco in questi giorni a Marsala l’aumento della TARI per il 2026, dai 50 agli 80 euro, deciso dall’amministrazione Patti. L’assessore Nuccio ha motivato l’incremento in relazione al PEF del biennio 2024-2025, stabilito dalla giunta Grillo.
Tra le principali motivazioni riferite dallo stesso Nuccio ci sono: nel 2024, la chiusura della discarica di Trapani Servizi, con il conferimento dei rifiuti a Catania e il raddoppio dei costi; le minori entrate dovute ai rilievi del consorzio Corepla per la presenza di frazioni estranee superiori al 20%. Nel 2025, l’aumento dell’Iva dal 10 al 22% per il rifiuto smaltito in discarica.
Si aggiungono le componenti stabilite dall’ARERA: UR1 2026, pari a 0,10 euro per utenza all’anno, quale contributo perequativo nazionale per la copertura dei costi di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati e dei rifiuti volontariamente raccolti; UR2 2026, pari a 1,50 euro per utenza all’anno, quale contributo perequativo nazionale per la copertura dei costi delle agevolazioni riconosciute in occasione di eventi eccezionali e calamitosi; UR3, componente perequativa pari a 6 euro per utenza domestica e non domestica, a decorrere dal 1° gennaio 2025, destinata a finanziare il bonus sociale rifiuti per le famiglie in difficoltà economica. Totale: 7,60 euro.
Un dettaglio molto rilevante è che la TARI viene pagata solo dal 50-60% dei cittadini che ne sono obbligati. Ergo, la responsabilità dell’aumento non è né dell’amministrazione uscente né di quella attuale.
L’unico rilievo da muovere a Grillo è che non c’è stata un’incisiva lotta agli evasori. Alla Patti, invece, si può contestare che, in relazione al PEF 2022-2025, avrebbe potuto affermare che la TARI non sarebbe diminuita da subito, perché, come era prevedibile, la realtà è diversa.
Poi, nella peggiore delle ipotesi, si tratta di un aumento di 6,50 euro per utenza al mese. Non si tratta di un salasso, ma è necessario non generare false aspettative nei cittadini.
Una risposta vitale è l’efficientamento del servizio. Sarebbe utile una campagna informativa che preveda una piramide di Maslow della gestione dei rifiuti, come stabilito dalla Direttiva 2008/98/CE, con all’apice: Reduce, la riduzione dei consumi; Reuse, il riuso dei resti; Recycling, il riciclo, fatto correttamente; Energy Recovery, il recupero energetico, anche attraverso i termovalorizzatori; Disposal, la discarica.
A oggi, sulla propaganda, il vento non è cambiato.
Vittorio Alfieri