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21/09/2026 17:30:00

Marsala Cento giorni dopo: vecchi piani, nuovi assessori e qualche psicodramma...

Martedì 15 settembre c'è stata la conferenza stampa della sindaca e degli assessori per illustrare alla cittadinanza l'operato dei primi cento giorni, di berlusconiana memoria, al governo dell'urbe. Oltre all'amministrazione erano presenti il presidente del Consiglio comunale, il vice e i capigruppo consiliari della maggioranza. «Dall'abbandono alla cura» è stato il claim per propagandare l'attività.

 

Ovviamente l'inizio è stato dedicato all'emergenza idrica e all'incendio alla Sarco; successivamente, il dossier a cui è stato dedicato maggior tempo è quello dei rifiuti e, per l'ennesima volta, è emerso che il piano vigente non è ritenuto adeguato alla città, principalmente per la vastità del territorio. Come si è pensato di renderlo più efficace? Dando la delega assessoriale a Daniele Nuccio, che il piano rifiuti vigente, redatto dalla ditta Esper, ha votato nel 2016.

 

Che Lilibeo sia città-territorio ne ebbe conoscenza nel 276 a.C. Pirro, re dell'Epiro, che l'assediò senza conseguire alcun risultato per le fortificazioni, la sua enorme area geografica e l'aiuto di Cartagine. E sulla motivazione che la TARIP, provvedimento cardine del piano, non sia stata applicata, si rammenta che dall'ottobre 2018, inizio del contratto sui rifiuti, all'ottobre del 2020, Nuccio ha fatto parte della maggioranza dell'urbe.

Rispetto a tutte le deleghe, Nuccio ha riferito: «Abbiamo cambiato il metodo, ribaltato alcuni paradigmi ed ogni giorno stiamo sul pezzo, insieme agli uffici, all'apparato gestionale ed agli operatori che personalmente ringrazio pubblicamente».

 

L'archetipo mutato è quello di non recarsi in commissione consiliare per essere audito in relazione all'aumento della Tari, nonostante l'articolo 17 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale, al punto 1, affermi: «Sindaco e gli Assessori hanno diritto e, se richiesti, l'obbligo di prendere parte alle sedute delle commissioni».

Il giorno dopo Sala delle Lapidi si riunisce per l'approvazione del regolamento comunale sulla videosorveglianza. Dopo un emendamento proposto dalla maggioranza ed esitato favorevolmente dall'aula, si procede con i tre presentati dalla minoranza, che hanno avuto parere tecnico sfavorevole dal comandante della polizia municipale, poiché attinenti alla sfera gestionale del servizio.

 

In ragione di ciò si apre uno psicodramma. I principali attori dell'azione teatrale sono il presidente del Consiglio comunale, Sturiano, e Nuccio. Maniscalco chiede il ritiro delle tre modifiche: avviene solo per la prima. Allora si propone di mutarle in un atto d'indirizzo. La minoranza comunica di essere d'accordo, a condizione che venga accolto immediatamente, ma il regolamento lo vieta, ad avviso della maggioranza.

 

Interviene con veemenza Sturiano, che rammenta l'articolo 64 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale, il quale recita al punto 1: «Durante la discussione o prima che si inizi, possono essere presentati da ciascun consigliere ordini del giorno concernenti la materia in discussione. Non è ammesso alcun ordine del giorno in confronto di uno o più emendamenti».

 

Al punto 2: «L'ordine del giorno, di norma, viene discusso e, se richiesto, votato nella seduta in cui è stato presentato. Ove impossibile, nella prima seduta valida».

La proposta non viene recepita e l'ex presidente del Consiglio comunale presenta un sub-emendamento, che necessita del parere tecnico, che non può essere espresso, vista l'assenza del comandante della polizia municipale.

 

Interviene Nuccio, che accusa Sturiano d'ostruzionismo e di essere bravo nella pratica. Poi aggiunge che Sturiano ha avuto «uno scivolone notevole» e deve chiedere scusa alla giunta perché ha espresso «menzogna e falsità» in tema d'aumento dell'indennità, e dice a Sturiano di tornare al suo posto e chiedere «scusa all'amministrazione».

Quindi Nuccio: vota il piano rifiuti vigente; non si reca in commissione, anche se obbligato; parla dell'indennità di funzione della giunta, quando l'argomento è un altro, infatti è stato redarguito da Maniscalco.

 

L'assessore Nuccio stia tranquillo: il «cittadino medio», come ama definirlo, è a conoscenza che l'indennità di funzione del primo cittadino è pari al 45% di quella del presidente della Regione Siciliana, al 75% di quella della sindaca per il vice, e al 60% per gli assessori e per il presidente del Consiglio comunale, sempre rispetto a quella della sindaca, come stabilito dalla legge regionale siciliana n. 2 del 22 febbraio 2023.

Poi, che un esponente di Alleanza Verdi Sinistra affermi che esista un «cittadino medio» sta facendo rivoltare nella tomba Antonio Gramsci.

 

Vittorio Alfieri



L'Alfiere | 2026-09-18 14:01:00
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