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18/09/2026 14:01:00

Gaza, le macerie continuano a uccidere

Nella Striscia, nei giorni scorsi, è crollato un edificio già danneggiato dai bombardamenti israeliani che ospitava più di 100 sfollati. Dei testimoni hanno riferito: «Erano presenti tante persone anche perché era appena stato celebrato un matrimonio».

 

Sì, perché dopo quasi tre anni dal 7 ottobre, 73.300 morti, oltre 174.000 feriti e migliaia di dispersi presumibilmente intrappolati sotto le macerie – fonte ONU –, il desiderio di vita è più forte della morte e ti spinge a celebrare delle nozze in una palazzina già colpita. Ma, d'altronde, per i palestinesi convivere con la violenza è la normalità.

 

Ventuno persone, otto delle quali bambini, sono morte e 14 sono rimaste ferite, secondo la Protezione Civile della Striscia, mentre circa cinquanta inquilini, appartenenti ad almeno dieci famiglie, restano intrappolati fra i detriti.

 

I video circolati in rete mostrano diversi sopravvissuti strisciare fuori dai cunicoli di cemento, bambini senza fiato e sconvolti, trasportati via dalle ambulanze. Un gruppo di uomini, riporta Associated Press, è stato visto trasportare il corpo decollato di un fanciullo.

Prima durante la notte, poi con la luce e nuovamente nel buio, bambini e adulti hanno scavato a mani nude tra le macerie della palazzina. Contro il tempo, con ogni mezzo a disposizione: martelli, picconi, piedi di porco. Soccorritori e cittadini riferiscono che la situazione è tragica, perché non hanno l’equipaggiamento e i macchinari adatti e bisogna prepararsi ad altre vittime.

 

Cercano nell’enorme cumulo di macerie che, fino alle prime ore del 15 settembre, era un condominio del quartiere di Tal al-Hawa, a Gaza City.

Con l'inverno alle porte e le piogge che potrebbero ulteriormente indebolire le strutture già pericolanti, la Protezione Civile ha avvertito il Board of Peace e i Paesi garanti della tregua che il territorio rischia un «disastro certo».

Per l'ONU, la stragrande maggioranza degli edifici di Gaza è a rischio. Sempre la Protezione Civile stima che circa 2.000 siano pericolanti, nella sostanza «bombe a orologeria».

 

Non si deve derubricare l'accaduto a un danno collaterale.

Secondo il film documentario di quest'anno “Naza”, dei due registi israeliani, non proprio degli antisemiti, Yuval Abraham e Rachel Szor, l’IDF è in grado di scegliere gli obiettivi da colpire utilizzando avanzati sistemi informatici, capaci finanche di stimare il numero potenziale delle vittime civili.

Il crollo del condominio, con il suo straziante carico di bambini uccisi e feriti, è una fase calcolata, voluta, messa a bilancio della guerra infinita che il cessate il fuoco dell’ottobre 2025 ha reso persistente, cagionando una catena di morti stimata in almeno 1.400 persone.

Il che non solo conferma l’ipocrita accidia degli annunci di armistizio, ma è, tristemente, la cronaca di una morte annunciata.

 

 

Vittorio Alfieri



L'Alfiere | 2026-09-18 14:01:00
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Gaza, le macerie continuano a uccidere

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