Un vascello fantasma da 200 milioni di euro alle Egadi ...
Tra Favignana e Levanzo ha fatto la sua comparsa uno degli yacht a vela più spettacolari, tecnologici e misteriosi al mondo: il Black Pearl. Con i suoi 106,7 metri di lunghezza e le sue inconfondibili vele nere, il veliero sembra un vascello pirata del futuro rimasto ad ammirare le acque delle Egadi prima di fare rotta verso Castellammare del Golfo.
Ecco la storia, i segreti tecnici e il motivo legale per cui questo gigante del mare continua a navigare indisturbato nelle acque europee.
Un gigante da 200 milioni: i segreti del Black Pearl
Realizzato nei cantieri olandesi Oceanco e consegnato nel 2018, il Black Pearl è il secondo yacht a vela privato più grande al mondo. Non è solo un'ostentazione di lusso, ma un capolavoro di ingegneria navale ecologica:
I tre alberi e il sistema DynaRig: Dispone di tre alberi rotanti in fibra di carbonio alti 70 metri che sostengono quasi 3.000 metri quadrati di vele.
Vele solari: Le imponenti vele nere non sono solo scenografiche, ma integrano celle solari flessibili in grado di generare energia per i servizi di bordo.
Traversate ad impatto zero: Grazie a un sistema di rigenerazione tramite l'elica (che produce energia elettrica mentre la barca naviga a vela), il Black Pearl è in grado di attraversare l'Oceano Atlantico senza bruciare una singola goccia di carburante.
Interni da favola: Valutato oltre 200 milioni di dollari, al suo interno ospita un cinema privato, una spa, una piscina con getto controcorrente e un garage per tender e moto d'acqua.
Ma perché non è stato sequestrato? La verità sulle sanzioni
La domanda sorge spontanea quando si vede un megayacht legato all'oligarchia russa solcare i mari dell'Unione Europea: perché il Black Pearl non è sotto sequestro o confisca come gli altri beni dei magnati russi?
La risposta sta in una combinazione di date, vicende giudiziarie e status personale del suo armatore originale:
La morte di Oleg Burlakov prima della guerra: L'armatore del veliero era il magnate russo Oleg Burlakov (attivo nel settore del cemento e del gas). Burlakov è deceduto nel giugno 2021 a Mosca per complicazioni da COVID-19, ben otto mesi prima dell'invasione russa dell'Ucraina del febbraio 2022 e del conseguente pacchetto di sanzioni dell'UE.
Nessuna sanzione individuale: Burlakov non è mai stato inserito nelle liste nere delle sanzioni europee o statunitensi prima della sua morte. Le sanzioni internazionali colpivano individui in vita o entità statali legate al Cremlino, non le eredità di cittadini privati deceduti prima del conflitto.
La guerra d'eredità internazionale: Dopo la morte di Burlakov, la proprietà del Black Pearl (registrato sotto bandiera delle Isole Cayman) è finita al centro di una furibonda e complessa battaglia legale per l'eredità da miliardi di dollari tra la moglie, le figlie e la cognata/nipoti dell'oligarca. Il bene è gestito da società fiduciarie e trust occidentali impegnati nelle cause di successione nei tribunali britannici e caraibici.
Per queste ragioni, dal punto di vista del diritto internazionale e marittimo, il veliero non risulta riconducibile ad alcun oligarchico attualmente sanzionato e può navigare ed entrare liberamente nei porti europei.
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