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16/09/2026 18:46:00

Pesca a Mazara, Cgil e Uil: "Il fermo senza tutele mette in difficoltà lavoratori e imprese"

L'attenzione dell'Europa sulla marineria di Mazara del Vallo è un segnale importante, ma adesso servono risposte concrete per pescatori e imprese. A chiederle sono Flai Cgil e Uila Uil Trapani, che dopo la terza edizione di “Tesori dal Blu” tornano sui problemi che attraversano uno dei settori storicamente più importanti dell'economia mazarese.


I segretari generali Giovanni Di Dia e Leonardo Falco giudicano positivamente il confronto che ha portato a Mazara rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali.

«Accogliere il Commissario europeo e i rappresentanti del Governo nazionale è stato un momento fondamentale per far toccare con mano l'importanza strategica della nostra marineria», affermano. Ma, aggiungono, «il valore di questi incontri risiede nella capacità di trasformare l'ascolto in risposte concrete».

 

Le sfide della marineria mazarese


Per i sindacati le questioni aperte sono numerose: gli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi marini, la concorrenza con i Paesi extra Ue del Mediterraneo, le condizioni di mercato e la necessità di norme che tengano conto delle caratteristiche delle marinerie locali.

A queste si aggiunge il tema delle condizioni dei lavoratori. Flai e Uila chiedono un sistema stabile di ammortizzatori sociali durante i periodi di fermo pesca, il riconoscimento della gravosità del lavoro dei marittimi e interventi per modernizzare la flotta, migliorando sicurezza e vivibilità a bordo.

Un altro nodo è quello del ricambio generazionale, con la necessità, secondo Di Dia e Falco, di rendere nuovamente attrattivo il mestiere per i giovani e garantire una gestione sostenibile delle risorse, a partire dal gambero rosso.

 

«Altri 30 giorni di fermo senza copertura economica»


La critica più forte riguarda il fermo pesca. Secondo quanto denunciano i due sindacati, ai tradizionali 30 giorni di fermo biologico di agosto il Ministero ne avrebbe aggiunti altri 30 a settembre, senza una copertura economica adeguata per lavoratori e imprese.

«L'indennizzo di 30 euro al giorno in questi casi ai pescatori non solo ne lede la dignità personale, ma non è affatto sufficiente a far fronte alle spese familiari», sostengono Di Dia e Falco.

I sindacati ricordano inoltre il ruolo degli equipaggi, definiti «il motore propulsore per la cattura del pescato»: un lavoro caratterizzato da sacrifici, professionalità e lunghi periodi lontano dalle famiglie che, secondo Flai e Uila, deve trovare un maggiore riconoscimento anche economico.

 

«La pesca è un patrimonio di Mazara»
 

«La pesca a Mazara del Vallo rappresenta un patrimonio identitario, economico e culturale di inestimabile valore», concludono i due segretari, confermando la disponibilità al confronto con le istituzioni europee, nazionali e regionali.

La richiesta è che dal confronto istituzionale arrivino ora misure capaci di dare maggiore certezza a lavoratori e imprese e di accompagnare la trasformazione della marineria mazarese senza perdere un'attività che continua a rappresentare uno dei simboli della città.