Il pescato della marineria trapanese prova a cambiare pelle: non soltanto banco della pescheria, ma anche piattaforma digitale, tracciabilità e vendita diretta.
Si chiama “Mare Nostro” il nuovo progetto promosso dal GAL Pesca Trapanese, con l'obiettivo di accorciare la filiera e avvicinare il consumatore a chi il pesce lo pesca.
Il primo passo sarà l'apertura del nuovo punto vendita, prevista mercoledì 23 settembre alle 17.30, in via Lina Marini 9, nel cuore del porto peschereccio di Trapani. La struttura sarà gestita direttamente dalle cooperative e dalle Organizzazioni di Produttori della pesca aderenti al progetto.
Nella fase iniziale saranno coinvolte sei imprese di pesca.
L'idea è quella di costruire una vera e propria filiera corta del pescato trapanese, mettendo in collegamento diretto le imprese della marineria con famiglie, ristoranti, pescherie e operatori professionali.
Il pesce si prenota online
Il progetto non si fermerà al punto vendita. Il pescato disponibile potrà essere consultato e prenotato attraverso i canali digitali. Il cliente potrà quindi scegliere se ritirare il prodotto direttamente al punto vendita oppure usufruire della consegna a domicilio.
Dopo lo sbarco, il pesce sarà lavorato e confezionato in vaschette contrassegnate dal marchio “Mare Nostro”. I lotti conferiti dalle imprese aderenti verranno caricati sulla piattaforma digitale e messi a disposizione dei consumatori.
È qui che entra in gioco la parte tecnologica del progetto.
Dal mare alla tavola, con la blockchain
Uno degli elementi caratterizzanti di “Mare Nostro” sarà infatti il sistema di tracciabilità digitale basato sulla tecnologia Blockchain.
Attraverso QR code, applicazione e sito web, il consumatore potrà risalire al percorso del prodotto: dalla pesca alla commercializzazione.
Le informazioni riguarderanno, tra l'altro, la provenienza del pescato, l'imbarcazione utilizzata, la zona di cattura e gli operatori coinvolti nella filiera.
L'obiettivo è rendere più trasparente il rapporto tra pescatore e consumatore e, allo stesso tempo, dare un'identità riconoscibile al pescato delle marinerie trapanesi.
Una scommessa che riguarda anche il valore economico del prodotto: eliminare alcuni passaggi della filiera significa provare a trattenere sul territorio una quota maggiore del valore generato dalla pesca.
Il progetto parte con sei imprese, ma punta ad allargarsi.
Il numero degli operatori coinvolti è destinato a crescere. Il progetto prevede infatti l'ampliamento progressivo della rete, con la possibilità di adesione per nuovi pescatori, cooperative, imprese della filiera, ristoratori e operatori commerciali.
Sono previste anche procedure assistite per l'accreditamento e attività di formazione sull'utilizzo degli strumenti digitali e dei sistemi di tracciabilità.
Accanto alla piattaforma commerciale è previsto un piano di promozione che comprende campagne informative, eventi, show cooking e giornate dedicate al pescato locale. Durante la fase sperimentale saranno inoltre monitorati i risultati del progetto per valutarne l'evoluzione.
L'appuntamento al porto
L'inaugurazione sarà anche l'occasione per presentare alla città il funzionamento del nuovo sistema e spiegare come il prodotto verrà accompagnato digitalmente dal mare trapanese fino alla tavola.
L'appuntamento è per mercoledì 23 settembre alle 17.30, al nuovo Mare Nostro Trapanese – Trapani Fish Market, in via Lina Marini 9, nei pressi del porto peschereccio.
Una vetrina che nasce nel cuore della marineria trapanese e che punta a trasformare uno dei prodotti identitari della città in una filiera più corta, riconoscibile e, soprattutto, tracciabile.