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05/08/2026 17:47:00

Trapani, il bilancio slitta a settembre e la città paga lo scontro politico

Il bilancio di previsione resta fermo e lo scontro politico a Palazzo Cavarretta si fa sempre più duro. 

Dopo settimane di tensioni tra maggioranza e opposizione, il gruppo consiliare "Pd Uniti per Trapani" interviene contro il rinvio della discussione del documento finanziario, definendolo una scelta che rischia di bloccare investimenti e manutenzioni, con conseguenze dirette sulla città.

Il bilancio di previsione 2026-2028, approvato dalla Giunta Tranchida il 25 giugno scorso, rappresenta il principale atto di programmazione economica del Comune. Al suo interno sono previste le risorse per il funzionamento dell'ente, i servizi, gli investimenti e numerosi interventi di manutenzione, oltre all'iscrizione di finanziamenti già ottenuti attraverso fondi regionali, PNRR e altre risorse vincolate. Dopo il via libera della Giunta, il documento è passato all'esame delle commissioni consiliari ed era pronto per approdare in Aula già dalla fine di luglio.

 

La conferenza dei capigruppo ha però deciso di convocare il Consiglio comunale il prossimo 13 agosto esclusivamente per la ratifica di due delibere, rinviando invece la discussione del bilancio alla metà di settembre. Una scelta che, secondo i consiglieri democratici, finisce per paralizzare l'attività amministrativa proprio nel periodo in cui la città avrebbe maggiore necessità di interventi.

Nel comunicato diffuso, il Pd parla apertamente di "Trapani ostaggio dei giochi politici", accusando l'opposizione di utilizzare gli strumenti istituzionali per rallentare l'azione amministrativa. 

"Non è un semplice rinvio - sostengono i consiglieri - ma una decisione che produce effetti immediati sulla vita dei cittadini".

 

Infatti, senza l'approvazione del bilancio rimangono congelate risorse destinate alla manutenzione ordinaria e straordinaria della città. Tra gli interventi indicati figurano quelli sulla rete idrica e fognaria, sulle strade, sugli immobili comunali e sulla messa in sicurezza del cimitero, con oltre un milione di euro che non potrebbe essere utilizzato fino al via libera definitivo del Consiglio.

 

Il Pd sottolinea inoltre come, nel pieno dell'estate, il mancato sblocco delle risorse costringa l'amministrazione a ricorrere soltanto alle procedure di somma urgenza per affrontare eventuali emergenze. 

Una modalità prevista dalla normativa per situazioni eccezionali, ma che non dovrebbe diventare lo strumento ordinario per compensare ritardi determinati dalle dinamiche politiche.

L'intervento del Pd arriva in un momento di forte tensione all'interno del Consiglio comunale. 

Nelle ultime settimane il dibattito politico è stato dominato dalla vicenda delle decadenze dei consiglieri comunali, dalle contrapposizioni tra maggioranza e opposizione e dalle continue polemiche sul funzionamento dell'Aula. Un clima che ha già rallentato l'attività consiliare e che ora rischia di incidere anche sull'approvazione del documento finanziario più importante dell'anno.

 

Ma soprattutto il recente scontro legato alla mancata approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF), vicenda che avrebbe già prodotto effetti negativi sulle casse comunali, ma che potrebbero arrivare a toccare cifre da un milione di euro. 

Per, il gruppo dei Dem questo chiede un atto di responsabilità nel separare il confronto politico dagli atti necessari al funzionamento dell'ente.

Da qui l'appello rivolto al presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo affinché la seduta dedicata al bilancio venga anticipata all'ultima settimana di agosto, come proposto dalla capogruppo Monica Desideri durante la conferenza dei capigruppo. 

Una soluzione che, secondo il Pd, consentirebbe di rispettare i venti giorni previsti dal regolamento per la presentazione degli emendamenti e, nello stesso tempo, permetterebbe al Comune di utilizzare le risorse già disponibili.

 

La battaglia sul bilancio si inserisce in un quadro politico sempre più complesso. Da una parte l'amministrazione Tranchida rivendica la necessità di approvare rapidamente il documento per dare continuità agli investimenti e alla programmazione; dall'altra l'opposizione che rivendica la maggioranza d'aula e l'insufficienza numerica della maggioranza di governo per approvare qualsiasi atto.

 E mentre lo scontro prosegue, il principale documento contabile del Comune resta fermo, con il rischio che a pagare il prezzo del ritardo siano soprattutto i cittadini.