Una notte d’estate finita nel peggiore dei modi. All’alba di oggi, 8 agosto, a Gibellina, una violenta rissa scoppiata all’esterno di un locale notturno ha coinvolto diversi giovani. Due ragazzi, provenienti da Santa Margherita di Belice e Montevago, sono rimasti feriti e sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca.
Ma secondo il racconto di uno dei genitori dei giovani coinvolti, più che una rissa sarebbe stata una vera e propria aggressione di gruppo: una decina di ragazzi avrebbe affrontato i giovani utilizzando anche tirapugni, catene e cinture.
Una ricostruzione pesante, che dovrà adesso trovare riscontro negli accertamenti delle forze dell’ordine.
I due giovani portati in ospedale
I due feriti sono stati accompagnati all’ospedale di Sciacca, dove i sanitari hanno riscontrato vistose tumefazioni al volto e diverse ferite sul corpo, compatibili con i numerosi colpi ricevuti.
Resta da chiarire cosa abbia innescato lo scontro e, soprattutto, quale sia stata l'esatta dinamica dei fatti. Le indagini sono in corso per individuare tutte le persone coinvolte e accertarne le rispettive responsabilità.
Il genitore: «Non è stata una semplice scazzottata»
Particolarmente duro il racconto di un genitore di Montevago, che ha assistito il figlio durante il ricovero a Sciacca.
«Non si è trattato di una banale scazzottata, ma di un’aggressione violentissima perpetrata da una decina di ragazzi organizzati», sostiene. Secondo la sua testimonianza, gli aggressori sarebbero stati giovani presumibilmente sopra i vent'anni e alcuni di loro avrebbero utilizzato «tirapugni, catene e cinture».
Sono dichiarazioni che descrivono uno scenario inquietante, ma sul quale saranno gli investigatori a fare chiarezza, anche verificando la presenza di eventuali immagini delle telecamere di videosorveglianza e raccogliendo le testimonianze di chi si trovava nella zona.
La sicurezza delle notti estive nel Belice
L'episodio riporta al centro dell'attenzione il tema della sicurezza nei luoghi della movida della Valle del Belice, soprattutto nei fine settimana estivi, quando locali e manifestazioni richiamano centinaia di ragazzi anche dai comuni vicini.
Questa volta il divertimento è terminato in ospedale. E dietro la parola spesso abusata di “rissa” potrebbe esserci, se il racconto dei feriti e dei familiari sarà confermato, qualcosa di ben più grave: un'aggressione di gruppo con l'utilizzo di oggetti atti ad offendere.
Adesso toccherà alle forze dell'ordine ricostruire minuto per minuto quanto accaduto all'alba a Gibellina e identificare tutti i protagonisti della notte di violenza.