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10/08/2026 18:00:00

Evasione fiscale nel settore turistico: sottratti al fisco oltre 1,3 milioni 

 

Un sistema di evasione fiscale internazionale nel settore delle strutture ricettive è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Palermo. Al centro dell’attività una società con sede a Cefalù, operante nel settore dei bed and breakfast e delle strutture ricettive di lusso.

L’indagine è stata condotta dai finanzieri della Tenenza di Cefalù e ha portato alla luce, secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, un sistema basato sull’utilizzo di società formalmente con sede nel Regno Unito, ma che sarebbero state di fatto amministrate e gestite dalla Sicilia.

Le società risultavano infatti avere sede a Londra, mentre la loro effettiva gestione sarebbe riconducibile a Cefalù e all’amministratore della società italiana sottoposta a controllo.

 

Gli incassi trasferiti all'estero

Per ricostruire i movimenti finanziari, i militari hanno effettuato verifiche documentali e approfondimenti sui flussi di denaro, anche attraverso la collaborazione con le autorità fiscali britanniche prevista dagli strumenti di cooperazione internazionale.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, una parte consistente degli incassi provenienti dalla locazione di immobili di lusso e dall’attività dei bed and breakfast situati in Italia sarebbe stata trasferita all’estero.

In questo modo, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, in Italia sarebbero stati dichiarati soltanto una parte dei ricavi effettivamente realizzati.

 

Oltre 1,3 milioni di ricavi non dichiarati

Al termine della verifica, i finanzieri hanno contestato ricavi non dichiarati per oltre 1,3 milioni di euro.

A questi si aggiungono 334 mila euro di ritenute alla fonte non versate.

L’attività ispettiva ha inoltre fatto emergere la presenza di sette lavoratori irregolari, che sarebbero stati retribuiti attraverso modalità non tracciabili.

Il quadro ricostruito dagli investigatori riguarda quindi non soltanto l'aspetto fiscale, ma anche quello relativo alla regolarità dei rapporti di lavoro all'interno dell'attività ricettiva.

 

La verifica della Guardia di Finanza

Per arrivare alla ricostruzione del presunto meccanismo, la Guardia di Finanza ha incrociato documentazione, dati finanziari e informazioni provenienti anche dal Regno Unito.

La collaborazione con le autorità fiscali britanniche ha consentito di approfondire la reale operatività delle società formalmente stabilite a Londra e di ricostruire i collegamenti con l'attività svolta in Sicilia.

L'operazione si inserisce nell'attività di contrasto all'evasione fiscale internazionale e al fenomeno delle società formalmente localizzate all'estero ma che, secondo gli accertamenti, avrebbero la propria effettiva gestione in Italia.

 

Turismo e concorrenza

Il settore turistico rappresenta uno dei comparti più importanti dell'economia siciliana e proprio per questo, sottolinea la Guardia di Finanza, il rispetto delle regole fiscali e contributive assume un peso particolare.

L'obiettivo dei controlli è anche quello di garantire condizioni di concorrenza corrette tra gli operatori del settore: chi dichiara regolarmente i propri ricavi e sostiene i costi del lavoro deve infatti confrontarsi con imprese che, in caso di evasione o irregolarità, possono beneficiare di un vantaggio economico indebito.

L'attività dei finanzieri di Cefalù ha così portato alla luce un'imponente esposizione fiscale, con oltre 1,3 milioni di euro di ricavi non dichiarati, 334 mila euro di ritenute non versate e sette lavoratori irregolari individuati.