L’idea di rendere più fruibile l’isola Schola, nella laguna dello Stagnone di Marsala, riaccende il confronto sulla tutela della riserva. A intervenire è Letizia Pipitone, presidente dell’associazione, che contesta l’ipotesi di una maggiore valorizzazione turistica dell’isolotto e mette in guardia dal rischio di trasformare un’area di particolare pregio naturalistico in una nuova attrazione per i visitatori.
La discussione nasce dalle recenti dichiarazioni di Cateno De Luca, indicato come possibile candidato alla presidenza della Regione Siciliana, e dell’assessore comunale di Marsala Daniele Nuccio, che hanno posto l’attenzione sulla possibilità di intervenire sull’isola Schola per renderla maggiormente accessibile e fruibile.
Una prospettiva che Pipitone guarda con forte preoccupazione. Il tema, secondo la presidente, non è quello di essere contrari al turismo o alla possibilità di conoscere e vivere i luoghi naturali, ma di stabilire quale modello di fruizione sia compatibile con un ecosistema fragile come quello dello Stagnone.
“L’isola Schola non ha bisogno di essere valorizzata”
Secondo Pipitone, l’isolotto rappresenta già oggi un elemento di grande valore ambientale. La sua dimensione ridotta non ne diminuisce infatti l'importanza dal punto di vista naturalistico.
Sull’isola nidifica ogni anno una colonia di garzette, specie tutelata dalla Direttiva europea Uccelli, insieme a diverse coppie di gabbiani reali. La presenza faunistica comprende inoltre due specie di rettili, il gongilo e la lucertola di Wagler, quest’ultima considerata endemica della Sicilia, delle Egadi e dello Stagnone.
Un patrimonio che, secondo l’associazione, dovrebbe essere prima di tutto protetto e non sottoposto a una pressione turistica crescente.
Ma non c’è soltanto la fauna. La vegetazione presente sull’isola comprende, secondo quanto evidenziato da Pipitone, 82 taxa vegetali, a testimonianza di una biodiversità che rischierebbe di essere compromessa da interventi non adeguatamente calibrati sulle caratteristiche dell’area.
Il nodo è il modello di turismo
La critica non riguarda quindi il turismo in sé. L'associazione contesta piuttosto un modello di sviluppo che, nella ricerca di nuovi spazi da rendere accessibili ai visitatori, rischia di sacrificare proprio quelle caratteristiche naturali che rendono lo Stagnone una destinazione di pregio.
“Ci sono altri modi per fare turismo”, è in sostanza il messaggio lanciato da Legambiente, che indica come possibile riferimento la vicina Riserva naturale delle Saline di Trapani e Paceco.
Qui la tutela ambientale e la valorizzazione del territorio hanno recentemente ottenuto un importante riconoscimento con la prima nidificazione dei fenicotteri. Un risultato che ha acceso i riflettori internazionali sulle saline e che, secondo la presidente, dimostra come la protezione degli ecosistemi possa diventare essa stessa una forma di attrazione e valorizzazione turistica.
“Lo Stagnone non deve diventare un parco giochi”
Nel documento diffuso dall'associazione viene contestata anche quella che viene definita una gestione eccessivamente orientata alla fruizione commerciale della riserva.
Per Pipitone, lo Stagnone non può essere trasformato in un luogo nel quale la natura debba arretrare davanti alle esigenze delle attività economiche. La sfida, al contrario, dovrebbe essere quella di costruire un sistema turistico capace di valorizzare la biodiversità senza comprometterla.
L'isola Schola, in questa prospettiva, diventa il simbolo di una questione più ampia: come conciliare la crescita turistica con la tutela degli ambienti naturali più delicati della Sicilia occidentale.
Il richiamo alla Regione e agli enti che gestiscono le riserve
La presidente dell'associazione rivolge infine un appello alle istituzioni che hanno competenze sulla tutela ambientale e sulla gestione delle aree protette.
Nel mirino finiscono, nel documento, l'Assessorato regionale al Territorio e Ambiente, le forze dell'ordine e la magistratura, accusati dall'associazione di non avere finora garantito, una risposta sufficiente alle problematiche sollevate sulla Riserva dello Stagnone.
Il messaggio finale è quindi quello di una mobilitazione che non intende fermarsi. L'associazione annuncia infatti che continuerà a mantenere alta l'attenzione sulla tutela della laguna e dell'isola Schola, chiedendo che qualsiasi progetto futuro parta dalla conservazione dell'ecosistema e non dalla sua trasformazione in una nuova attrazione turistica.
Al centro resta dunque una domanda destinata a riaccendere il dibattito a Marsala: lo Stagnone deve essere reso sempre più accessibile oppure deve essere il modello turistico a cambiare per adattarsi alla natura della riserva?