Tari aumentata, e il racconto di chi e del perché la tassa sui rifiuti è aumentata ai cittadini interessa davvero poco. Il fatto incontrastato è che il prossimo anno sulla bolletta gli utenti troveranno dai 50 agli 80 euro in più. Per una famiglia di ceto medio (che rappresenta la maggioranza) significa una vera e propria stangata. Ora, gli amministratori, che hanno pure spiegato male come si sia arrivati a tanto, avevano solo il dovere di prendere in considerazione la sentenza del Consiglio di Stato, che è stata portata in Aula dal PD, nello specifico dalla consigliera Linda Licari.
Frettolosamente la sindaca Andreana Patti ha detto che non c’è stato il tempo per approfondire la sentenza in questione, cosa che invece, in tempi ancora più stretti rispetto a Marsala, hanno fatto ad Alcamo. Dove la tassa sui rifiuti ha avuto un abbattimento di 35 euro.
Cosa dice la sentenza
La decisione del Consiglio di Stato sulla TARI sancisce principi chiave che contrastano i rincari ingiustificati e promuovono la tariffazione puntuale (TARIP).
I meccanismi legali ed economici fissati dalla giurisprudenza amministrativa del 2025 consentono una potenziale riduzione della tassa sui rifiuti. Vi è di più: la sentenza n. 81/2025 chiarisce che i Comuni non possono liberamente applicare il metodo "normalizzato" (calcolato solo su metri quadri e membri del nucleo familiare) a scapito dei cittadini, senza un'adeguata motivazione ed equilibrata ponderazione dei costi e degli effetti pratici.
La sentenza n. 2421/2025 del Consiglio di Stato, che è quella che in Aula è stata presentata da Linda Licari, ha riaffermato la validità dei poteri di controllo degli Enti Territoriali Competenti e dell'Autorità ARERA sulle pretese economiche delle società gestrici.
Cosa si doveva evitare? I gestori dei rifiuti non possono riversare automaticamente l'inflazione o presunti extracosti sui contribuenti; ogni aumento tariffario proposto nel PEF dev'essere vagliato e giustificato in base a criteri di reale sostenibilità ed efficienza operativa, impedendo lievitazioni incontrollate delle bollette.
Che, tradotto in termini ancora più semplici, significa che se un gestore richiede integrazioni o extra-oneri, legati anche ai costi operativi, l'Ente locale non è tenuto a trasferirli automaticamente in bolletta ai cittadini.
E se l’aumento è illegittimo? Se un Comune ha aumentato la TARI violando i principi del Consiglio di Stato, la deliberazione comunale è impugnabile dinanzi al TAR per chiederne l'annullamento e il ricalcolo a conguaglio.
Cosa non funziona?
Il cittadino non ne può più. Lo ha fatto capire, lo ha detto. E il cittadino non è sempre l’uomo brutto e cattivo che viene dalla caverna e che abbandona i rifiuti. Per fortuna c’è pure chi, e sono in tanti, segna un passo decisivo per una differenziata puntuale e corretta.
Del resto, Marsala ha una percentuale altissima, che si attesta complessivamente tra il 75% e il 78%. Il Comune ha superato da diversi anni la soglia del 65% fissata dalla legge e si è passati al dato odierno, ma la Tari continua a lievitare. L’Ente rientra tra i Comuni "virtuosi" certificati dalla Regione Siciliana. (L'aumento della Tari si verifica per l'esperto perché manca una politica sui rifiuti)
Le segnalazioni
Tanti cittadini segnalano l’impossibilità di conferire in maniera civile al CRR i rifiuti che altrove non è possibile smaltire. Intanto la coda è lunghissima, con tempi di attesa non certamente normali: da 50 minuti fino a 2 ore anche per conferire una sedia in plastica (nello specifico, un signore è stato rimandato indietro, dopo la fila, perché quel giorno non avrebbe potuto lasciare lì il rifiuto).
Le segnalazioni sono tante e le soluzioni zero. Perché non è possibile smaltire piccoli oggetti ingombranti, come anche piccoli elettrodomestici, presso le varie isole ecologiche?
La raccolta differenziata non deve essere un problema per il cittadino, che ogni giorno deve risolvere e su cui interamente grava, pur pagando, un servizio che non è adeguato ai bisogni e alle esigenze della città.
Segnalazioni queste che non possono essere cestinate e nemmeno si può continuare a lasciare che il cittadino abbia un carico oneroso e un impegno oltre il dovuto. Non accade in altre città italiane, ed è tempo che Marsala si avvicini all’Europa non a chiacchiere, ma nei fatti.