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19/08/2026 06:00:00

Etna, il bilancio finale di Birgi: 230 voli in più e oltre 22 mila passeggeri

Il primo bilancio era già impressionante. Quello definitivo lo è ancora di più. Tra il 7 e il 16 agosto l'aeroporto di Trapani-Birgi ha gestito 230 movimenti aerei aggiuntivi e oltre 22 mila passeggeri in più a causa delle ripetute chiusure di Catania-Fontanarossa per l'attività dell'Etna.

Sono i dati comunicati oggi, 18 agosto, dal presidente di Airgest Salvatore Ombra in una lettera indirizzata al presidente della Regione e all'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Aricò.

E permettono di aggiornare anche i numeri diffusi pochi giorni fa: tra il 7 e il 13 agosto erano stati conteggiati 170 movimenti e 14.957 passeggeri aggiuntivi. Prolungando il bilancio fino al 16 agosto si arriva dunque a 230 movimenti e oltre 22 mila viaggiatori.

Numeri che confermano quanto Birgi sia diventato, durante l'emergenza, uno dei principali aeroporti di soccorso del sistema siciliano.

 

Ombra: «Decisivo il sostegno della Regione»

 

La lettera di Ombra arriva dopo giorni nei quali non sono mancate polemiche sulla gestione dell'emergenza, soprattutto per le difficoltà nei collegamenti terrestri tra gli aeroporti.

Il presidente di Airgest offre però una valutazione nettamente positiva dell'intervento regionale.

Secondo Ombra, una mole così importante di traffico avrebbe potuto provocare disagi ancora maggiori senza la «straordinaria macchina organizzativa messa in campo dalla Regione», che avrebbe consentito di coordinare i diversi soggetti coinvolti.

Un momento decisivo, secondo Airgest, è stato il vertice straordinario del 12 agosto, convocato dall'assessorato regionale ai Trasporti con i soggetti pubblici impegnati nell'emergenza.

 

Il problema di Birgi resta sempre quello: non c'è il treno

 

Ombra ringrazia in particolare l'Azienda Siciliana Trasporti per gli autobus utilizzati per collegare lo scalo con Trapani, Palermo e Catania.

E nella lettera c'è un passaggio che, al di là dei ringraziamenti istituzionali, fotografa perfettamente uno dei problemi strutturali del Vincenzo Florio: Birgi non dispone ancora di un collegamento ferroviario.

Il trasporto su gomma, ricorda Ombra, rappresenta quindi l'unica alternativa per spostare rapidamente i passeggeri.

Ed è stato proprio questo uno dei punti deboli emersi durante l'emergenza. Nei momenti di massimo afflusso, trovare autobus sufficienti per trasferire contemporaneamente centinaia di persone dall'altra parte della Sicilia non è stato semplice.

Airgest ringrazia inoltre la Protezione civile regionale, impegnata nell'assistenza durante le fasi più critiche, e la Sas, Servizi Ausiliari Sicilia.

 

Dalle polemiche ai ringraziamenti

 

Il giudizio di Ombra si inserisce in un dibattito che in questi giorni ha prodotto letture molto differenti.

CNA Trapani ha denunciato passeggeri costretti, in alcuni casi, a ricorrere a taxi e NCC spendendo centinaia di euro per raggiungere la propria destinazione, chiedendo un sistema strutturale di collegamenti da attivare automaticamente durante le emergenze.

Dal fronte politico, il deputato regionale del Pd Nello Dipasquale aveva invece accusato il governo Schifani di una risposta insufficiente, chiedendo anche interventi economici per il comparto turistico danneggiato dalle cancellazioni e dalle disdette.

Airgest, al contrario, mette oggi nero su bianco il proprio riconoscimento alla Regione per il coordinamento assicurato durante la crisi.

Le due letture raccontano probabilmente aspetti diversi della stessa emergenza: la macchina istituzionale è progressivamente entrata a regime, mentre soprattutto nelle prime fasi molti passeggeri hanno vissuto ore complicatissime.

 

La Uil: «Il merito è soprattutto dei lavoratori»

 

Al bilancio di Airgest si aggiunge quello della Uil Trasporti Trapani, che sposta l'attenzione su chi materialmente ha fatto funzionare lo scalo nei giorni dell'emergenza.

Il sindacato sottolinea che dietro i numeri ci sono «l'abnegazione e la professionalità dei lavoratori», a partire dal personale GH e Airgest.

Lavoratrici e lavoratori hanno affrontato turni flessibili e prolungati, anche durante la notte, mentre a Birgi continuavano ad arrivare voli originariamente destinati a Catania.

La Uil estende il riconoscimento al personale dell'assistenza a terra, alla Polizia di Frontiera, all'Aeronautica Militare, alla Protezione civile e ai volontari.

 

«Adesso investire sul personale»

 

Ma il ringraziamento del sindacato contiene anche una richiesta precisa.

Secondo la Uil Trasporti, la disponibilità mostrata dal personale durante una situazione eccezionale non può diventare il modello ordinario con cui affrontare le prossime emergenze.

«A questo straordinario sforzo deve corrispondere un piano strutturale di consolidamento occupazionale, valorizzazione salariale e miglioramento delle condizioni lavorative», sostiene il sindacato.

La richiesta è quindi che le nuove procedure allo studio della Regione non riguardino soltanto autobus, voli e assistenza ai passeggeri, ma anche organici, sicurezza, salute e diritti dei lavoratori aeroportuali.

 

Birgi ha superato un vero stress test

 

I numeri definitivi rendono ancora più evidente quello che l'emergenza Etna ha rappresentato per Trapani.

230 movimenti straordinari. Più di 22 mila passeggeri aggiuntivi. Dieci giorni di emergenza.

È stato un vero stress test per uno scalo che, contemporaneamente, doveva continuare a gestire il proprio traffico ordinario nel pieno della stagione estiva.

E Birgi ha dimostrato una cosa che vale forse più di molti convegni sul suo futuro: l'aeroporto di Trapani non serve soltanto a Trapani.

Quando Catania va in crisi, e soprattutto quando anche Comiso viene coinvolto dalle limitazioni dovute alla cenere, il Vincenzo Florio diventa una componente essenziale della rete aeroportuale regionale.

Resta però la lezione dei collegamenti. Un aeroporto può accogliere decine di voli straordinari, ma se poi migliaia di persone devono attraversare la Sicilia esclusivamente in autobus, il sistema mostra immediatamente il suo limite.

L'Etna, per adesso, ha smesso di dettare l'agenda degli aeroporti. La prossima emergenza non sappiamo quando arriverà. Sappiamo però già quali problemi bisogna risolvere prima che arrivi.



Native | 11/08/2026
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